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September 01, 2010

ZioPRoTo

La fine del viaggio, si torna a Roma

E’ il 27 agosto, mi sveglio e faccio i bagagli. Ho deciso di tornare a Roma per andare alla Critical Mass. Oggi è l’ultimo venerdì del mese.

Niso mi accompagna in bicicletta fino a Castellammare, dove mi fermo a casa di Anna che mi ha invitato a pranzo. Ci sono solo lei e Nadia, e mangiamo le “polpette della nonna”, scongelate appositamente in occasione del mio arrivo.

Quando arriviamo Niso fa subito dietro front per tornare a casa, ed io rimango ad aspettare Anna sotto al portone assalito dalla solita folla di curiosi. Anna rimane stupita da quanta gente si era radunata sotto al suo portone per via della mia bici.

Dopo pranzo vado a prendere il treno regionale per Napoli alla stazione di Torre Annunziata. Il treno fa un leggero ritardo, ma almeno ci sta il vagone biciclette. Sul treno conosco Henry, un cicloturista tedesco sulla 50ina. Mi dice che va a Roma anche lui, e quindi gli dico che possiamo fare il viaggio insieme. Mentre parlo con lui sul vagone bici ci sono anche una serie di ambulanti con borsoni, che provano a vendere a me ed Henry calzini di spugna. Parlano dialetto stretto ed è faticoso relazionarsi con loro.

Prendiamo il diretto Napoli Roma, e parlo con Henry di viaggi. Mi dice che lui di mestiere fa il chimico, ma che in questo momento della sua vita non sta lavorando. Ha con se diverse cartine, che stendiamo a terra sul vagone del treno guardando percorsi. Mi mostra viaggi passati, quello appena concluso, ed fantasiosi itinerari per il futuro. Sulle varie cartine dell’Italia che ha gli mostro i percorsi che ho fatto lo scorso anno durante Genova Bari, e gli dico quali strade sono buone da fare in bicicletta e quali sono peggiori.

Sul treno non c’è il bagno. Non ho voglia di trattenere la pìpì, specie perché proprio poco prima di partire ho avuto i calcoli, e quindi faccio la pipi dentro una bottiglia di plastica dell’acqua minerale. Che cosa incivile fare un treno senza bagni !

Scesi dal treno mi fiondo, insieme ad Henry che ho coinvolto facilmente, verso i Fori Imperiali sperando di trovare la Critical Mass che ancora deve partire. Facciamo di corsa il discesone di via Cavour, ma quando arrivo al palo 27 c’è solo Piero, in ritardo anche lui. Lo riconosco da lontano, la sua bici a ruota fissa è inconfondibile.

Io Piero ed Henry ci lanciamo all’inseguimento della CM, contattata telefonicamente, verso piazza Venezia per raggiungerla poi a Torre Argentina. Poche centinaia di metri a sgattaiolare nel traffico di Roma con la due piani carica di bagagli, e mi ritrovo nel calmo e lento pedalare della Critical Mass !

Henry è molto contento, e mi saluta ad un certo punto quando la CM passa per via Merulana, perché è tardi e lui va a cercarsi un posto per dormire.

Fare la CM con i bagagli ed il manubrio pesante è faticoso, ma va tutto bene.

La CM termina al Pigneto, a quel parchetto dietro il Fanfulla. Parcheggiamo una 50ina di biciclette e ci fermiamo a festeggiare con pizza e birre il compleanno di Giuso, che era anche lui in bici a due piani alla Critical Mass insieme a Danielina (con la graziella a due piani).

La serata scorre veloce, e mi metto a parlare con gli amici della CM che non vedo da un mese raccontando episodi del viaggio. Presto però la stanchezza della giornata di fa sentire, e così mi preparo all’ultima pedalata a due piani verso casa di Mamma.

Incredibile. Il viaggio è finito !!! Da domani si torna alla normalità della vita in città ! :(

Saverio

by admin at September 01, 2010 01:53 PM

August 31, 2010

ZioPRoTo

Vico Equense

Gigino della famosa pizza al metro si trova proprio sotto casa di Niso a via nicotera, e Silvio, il papà di Niso, ci prende della pizza per fare un “secondo aperitivo” mentre stiamo a casa a fare la doccia. A casa arrivano anche Roman ed Emma, due amici di Niso, che poi ci portano a cena fuori. Ci raggiungono anche degli amici di Niso da Napoli, che avevamo incontrato qualche giorno prima ad Ariano Irpino.

Andiamo da Cardone, a mangiare la vera pizza napoletana. Buonissima. Il posto funziona come un self-service. Si va ad ordinare al banco, e viene assegnato un numero. Il microfono chiama i numeri e si va a ritirare al banco quando è pronto. La birra ed i fritti vengono serviti subito. Mangio una pizza con rucola prosciutto e cacetti che è buonissima, una cosa eccezionale.

Dopo cena non cediamo alla stanchezza, ed andiamo sul lungo mare a Seiano a fare un giro. Ma siamo folli, perché in realtà siamo stanchi, e dopo non molto ce ne andiamo a dormire.

25 agosto

La prima cosa che faccio quando mi sveglio è chiamare mia zia per farle gli auguri. La data del 25 agosto è un po’ sfigata perchè sto sempre in giro, e capita poco spesso che passiamo il suo compleanno insieme. Finita la telefonata trovo Niso pronto per uscire, e lo accompagno a fare la spesa per preparare i panini del pranzo. Oggi si va al mare e mangiamo li. Niso mi fa assaggiare una ricotta incredibile, che usa per fare i panini ricotta e pomodoro.

Alle 14:00 prendiamo la vecchia 500 di Niso per andare al mare vicino Sorrento, alla pignetella. Al mare con noi verranno anche Roman Emma Pierpaolo Francesco e Paola.

Dopo la giornata di mare usciamo la sera per andare a mangiare i panuozzi di Gragnano, e li mi raggiungono anche Anna e Rossella con i loro fidanzati. Racconto loro del viaggio, è da un sacco di tempo che non le vedo.

Dopo il panuozzo andiamo a Castellammare al mistral, il bar del lungomare dove si incontrano i giovani del posto, dove conosco Enzo, un tipo che ha una trasmissione su Fusoradio, ma a Roma non ci eravamo mai conosciuti. Cosa dire: il mondo è piccolo !

26 agosto

Oggi ci siamo svegliati tardissimo, ed andiamo al mare a piedi a Seiano. Al mare conosciamo due ragazze, Laura e Renata, che sono di castellammare di stabia. Era scattata la situazione quando arrivano Luca e Roberta con il furgoncino che ci raggiungono un altra volta nel viaggio. Ci mettiamo a raccontare loro gli ultimi km di viaggio in bici e stupidamente ci giochiamo le ragazze. Che fessi !

A cena torniamo tutti insieme a casa di Niso, che ha invitato tutti i suoi amici per vedere la partita del Napoli. Dopo la partita usciamo, ma non combiniamo nulla perché troviamo il furgoncino di Roberta in panne e perdiamo tempo per risolvere la situazione (senza riuscirci). Il giorno dopo scopriremo semplicemente che ci stava poca benzina, e la posizione di parcheggio sul salitone faceva si che il tubo non pescava benzina e non faceva partire il furgoncino ! :)

Andando a dormire inizio a meditare sulla partenza verso Roma …

by admin at August 31, 2010 07:33 PM

August 30, 2010

ZioPRoTo

Da Ariano Irpino a Vico Equense

24 agosto

Invece che alle 8:00 come concordato la sera prima partiamo alle 9:30. Ci sta tutto perché ci dobbiamo riprendere dalla bevuta della sera prima. Facciamo aspettare un po’ Valerio, che non era voluto venire la sera prima a mangiare fuori, e si era svegliato puntuale per partire alle 8:00.

Salutiamo Mario, che è arrivato al termine del suo viaggio, e ci mettiamo a pedalare in direzione Avellino. I primi 20 km sono durissimi. Ci sono salite con pendenze incredibili, specialmente quando si attraversano i paesini subito dopo Ariano Irpino. La s.s. 90 delle puglie finisce e prosegue la strada verso Avellino, che è principalmente in salita. A 25 km da Avellino ci fermiamo a fare colazione, a metà di una lunga salita che ci riporta a 600 m s.l.m dopo essere scesi a 300 m s.l.m con una discesa precedente.

Non entriamo in città ad Avellino, ma ci troviamo su una specie di raccordo autostradale, dove intravedo un cartello “Via Appia”. Il brutto tratto a due corsie con guard rails e camion per fortuna non dura molto, e dopo 5 o 6 km di inferno prendiamo il bivio per Nocera. Si è fatta l’ora di pranzo e ci fermiamo ad una piccola pasticceria a pranzare. Mangiamo delle pizzette, baba’ e sfogliatelle: un riassunto delle specialità del luogo.

Il ragazzo che lavora alla pasticceria è affascinato dalle nostre bici, avrà circa 20 anni e si ferma a parlare parecchio con noi. Ci racconta che da poco è tornato in Italia, e si trova al paese del padre. Lui è nato e cresciuto in Germania a Francoforte, ed ora è molto contento di essere tornato a vivere in Italia. Parla molto bene italiano, ma con delle marcate espressioni dialettali.

Saranno grosso modo le 15:00 quando ci mettiamo in marcia. Superiamo il paese di Calore, dove un ciclista in bici da corsa mi si affianca e ci facciamo una chiaccherata sui viaggi in bici e la Critical Mass. Lui è di Calore ed ha preso al volo la bici per correrci dietro quando ci ha visto passare. Arriviamo ad una forte discesa, dove il compagno di pochi km mi abbandona per tornare indietro. Seguono una serie di tornanti molto stretti che faccio lentamente, e ci portiamo ad una altitudine molto bassa, siamo a Mercato San Severino. Da questo punto in poi la strada è praticamente in pianura fino a Vico Equense, ma ci mancano ancora circa 30 km all’arrivo.

La strada cambia aspetti, si susseguono in pochi km diversi paesi che attraversiamo nel loro cuore, tra le escalmazioni della gente che passeggia lungo il corso o è seduta ai bar. Durante questo tragitto incontriamo un ciclista tecnico in tutina, che ci accompagna fino a Nocera Superiore facendoci fare una strada secondaria meno trafficata.

Arrivati a Nocera inferiore la strada cambia ancora, il centro abitato diventa fittissimo e non è più possibile capire quando finisce un paese e ne inizia un altro. Si nota in modo marcato l’aumento di densità di popolazione, traffico rumore e smog. Gli ultimi 25 km della nostra tappa sono tutti praticamente in stradine di paese a volte con san pietrini. Passiamo a Sant’Antonio Abate e poi a Gragnano.

Arrivati a Gragnano entro in un bar a chiedere l’acqua, ed il barista ci tiene a darmi che quell’acqua del rubinetto è la famosa acqua dei Gragnano, uno segni ingredienti della pasta di Gragnano. Lo dice con tale serietà e solennità che rimango come un fesso a guardarlo stupito.

Da qui in poi la strada è familiare, la conosco anche io a memoria. Passiamo dietro a Castellammare per la passeggiata archeologica, dove si trova l’hotel Medusa luogo in cui avevo fatto le vacanze un paio di anni prima. Facciamo la salita che passa per le terme stabiesi, che porta verso casa dei miei amici Dario e Valerio.

Arrivati in cima alla salita mi fermo di fronte ad un negozio di meccanico, per aspettare Niso che allo stremo delle forze stava salendo a piedi. La folla mi assale per farmi mille domande, ma devo chiedere alle persone di non parlare in dialetto perché non le capisco. Alcuni riescono a farsi capire, ma altri no, e quindi alcuni si mettono a fare da traduttori dallo stretto dialetto napoletano all’italiano. Arriva Niso in cima alla salita finalmente, e c’è una scenetta alla carramba che sopresa, perché quello era proprio il meccanico dove di solito va il padre e quindi i due si conoscevano.

Facciamo gli ultimi 8 km sul litorale fino a Vico Equense. La strada tra i tornanti della costiera è in leggera salita. Sulla destra abbiamo il mare e su lo sfondo il Vesuvio.

Sulla sinistra le macchina che viaggiano nell’opposto senso di marcia sono tutte in fila a passo d’uomo, è il rientro dal mare. Ci guardano con occhi stupiti, tra applausi e strane esclamazioni dialettali.

Io e Valerio ci fermiamo alla stazione del Circumvesuviana alle porte di Vico Equense, per aspettare Niso che va lentissimo per la stanchezza. Vorremmo farlo entrare in piazza in testa al gruppo. Ripartiamo tutto insieme ma a Niso cade subito la bici durante la partenza, niente da fare è destinato ad entrare in piazza per ultimo.

Arrivati in piazza c’è la mamma di Niso che ci aspetta e qualche suo amico. Siamo arrivati ! Sono le 19:30. Abbiamo fatto 110 km in 10 ore, superando anche notevoli salite. Parcheggiamo le bici e ci sediamo al bar della piazza per un meritato aperitivo ! :)

Saverio

by admin at August 30, 2010 08:06 PM

Ariano Irpino ed il Folk Festival

21 agosto – sabato

Lo sforzo del giorno prima è stato notevole. Mi sveglio con le gambe da sgranchire, le ginocchia un po’ doloranti, ed un senso generale di voglia di risposare. Per salire su al paese di Ariano Irpino dalla casa dove ci troviamo, c’è una salita di 3 km. Io e Mario decidiamo di salire con la circolare. La circolare è un bus che fa il giro del paese, e viene detto dai locali “cafoniera”, perché in passato faceva il giro delle campagne e raccoglieva i “cafoni” che dovevano andare a fare spese ad Ariano.

C’è chi non si sente così stanco, come Valerio e Niso che affrontano la salita in bicicletta, per andare a casa del padre di Mario dove ci aspettano a pranzo.

Mario ci porta al suo bar di fiducia, si chiama Bar Irpinia e si trova proprio sotto casa del padre. Facciamo l’aperitivo prima di salire a mangiare.

Abbiamo quasi finito di mangiare quando Niso riceve una telefonata, sono i suoi genitori che gli hanno fatto una sorpresa, sono venuti a trovarlo ad Ariano Irpino (che si trova ad un paio d’ore di macchina da dove vivono a Vico Equense). Passiamo quindi il pomeriggio con i genitori di Niso e facciamo a piedi un giro turistico di Ariano, visitando il parco e la fortezza normanna.

Nel riposo più totale arriviamo all’ora di cena, e decidiamo che squadra vincente non si cambia quindi torniamo dal Sig. Michele al ristorante San Domenico. Mangiamo benissimo ma mi rendo conto che il ritardo e la lentezza per portare i piatti, non erano un problema dell’orario tardo della sera prima, ma è proprio una caratteristica del ristorante. Per mangiare stiamo 2 ore seduti a tavola, ma alla fine devo ammettere che abbiamo fatto un abbuffata da ricordare.

Dopo cena i genitori di Niso ripartono per Vico Equense, e noi ci prepariamo alla serata. Ad Ariano in questi giorni si svolge l’AFF: Ariano Folk Festival. Ogni sera è previsto un grande concerto, e ci sono persone da tutto il centro italia che affollano il paese, tra cui molti ragazzi al campeggio dove siamo giunti la sera del nostro arrivo.

Siamo usciti da poco dal ristorante del Sig. Michele quando Niso riceve un altra telefonata, sono Luca e Roberta, due suoi amici che sono in ferie e girano la campania con un furgoncino attrezzato a camper. Li troviamo al campeggio dove gli facciamo parcheggiare il furgoncino, e si aggiungono alla nostra comitiva per la serata.

Mario ci porta quindi al Bar Irpinia per fare salire il nostro tasso alcolico in modo da affrontare con lo spirito giusto il concerto. Ci attardiamo così tanto che quando arriviamo al palco Mannarino ha già finito di suonare, e ci sta già il secondo gruppo. Insieme a Niso iniziamo a viverci il concerto nella folla ubriachi e molesti, mentre Mario continua ad incontrare gente che conosce del paese e presentarcela. Facciamo amicizia con Carla, la cugina di Mario, e poi con Catia e Valentina. Mario ci presenta anche dei suoi amici maschi ma ovviamente i nomi non me li ricordo :) Tutti ci conoscono per via delle nostre biciclette, e ci fanno i complimenti e ci stringono la mano. Inizia a farsi tardi, e due amiche di Mario, Valentina a Catia, mi convincono a seguirle per andare al Sona Zone. Si tratta di una zona Rave a 10 km da Ariano dove si arriva con una navetta gratuita che parte dal campeggio.

Mi imbarco per il rave sulla navetta insieme a Niso Roberta e Luca, un viaggio surreale. Al nostro arrivo la musica è pessima, o non siamo abbastanza drogati per apprezzarla. Ragazze giocano con bolas infuocate, ed altri ballano a ritmo incessante aspettando l’alba. Come scendiamo dalla navetta Catia colassa, si vede che le curve non le hanno fatto molto bene !

Non resistiamo molto, e dopo 45 minuti prendiamo la navetta per tornare ad Ariano, dove recuperiamo il furgone per andare a dormire a casa di Mario.

22 agosto

Il giorno prima è stato abbastanza distruttivo, forse più di un giorno di viaggio in bicicletta, e così ci facciamo una meritata sveglia alle 13:00, con ozio fino alle 17:00. Sono in letargo sul divano ad ascoltare Niso e Luca che si cimentano in strani e complicati discorsi da antropologi. Alle 17:00 prendiamo il furgoncino di Roberta ed iniziamo ad alcolizzarci su al campeggio. Siamo in attesa del grande evento della sera, il concerto di Goran Bregovic. E’ l’unica serata a pagamento del festival, il biglietto costa 15 € e consiste in una maglietta ed un braccialetto. In questo modo si crea uno strano effetto scenografico per cui tutto il pubblico del concerto indossa la stessa maglietta !

Carla ci porta all’apertivo balcanico, un pre evento prima del concerto. Ci sono dei graffiti con delle scimmie molto belli, che si integrano perfettamente su uno scorcio del paese, fatti proprio in occasione di questa edizione del festival.

Alla fine arriviamo al concerto giusto in tempo per l’inizio, arriviamo in fondo alla piazza del palco proprio mentre l’orchestra inizia a suonare. Io e Niso, preparati, ubriachi e molesti, ci facciamo avanti nella folla ed in un minuto ci troviamo sotto al palco ! tutti con la maglia uguale, è facilissimo perdersi, ma riusciamo a rimanere uniti in mezzo ad un concerto durissimo dove si salta a più non posso. Dopo la canzone “gas gas” (circa dopo 20 minuti) siamo esausti e molliamo, iniziamo a seguire il concerto da più indietro. Nella folla incontro anche la mia amica Ilaria, quella che lavorava a Trastevere al “ma che”.

Finito il concerto di Bregovic siamo esausti, ed il DJ che segue non regge assolutamente il confronto con lo spettacolo precedente. Ce ne andiamo quindi al campeggio, dove si festeggia l’ultima sera di festival suonando chitarre a bonghi. E’ tardi quando torniamo a dormire tutti da Mario, e non so proprio come faremo a salire sulla bicicletta per arrivare a Villa Maina.

23 agosto

Al mio risveglio trovo Niso e Valerio in cucina a ripianificare il viaggio. Sono le 13:00. L’amico di Niso di Villa Maina ci ha dato buca, e dato che ci passavamo esclusivamente per trovare questo ragazzo, detto “buione”, decidiamo di tirare dritto per casa di Niso e Vico Equense. La tappa è di 110 km, ed è decisamente tardi per partire, quindi la partenza è spostata alla mattina successiva.

Ci riposiamo quindi tutto il giorno, e la sera andiamo a cena con gli amici di Mario che gestivano il Volkscamp. Ci porta in un agriturismo fuori Ariana, ad una ventina di minuti in macchina in direzione Avellino. Facciamo una mangiata incredibile, con 3 primi e quintali di spezzatino. A tavola non vengono servite porzioni singoli, ma grandi pirofile dalle quali sporzioniamo noi stessi. A tavola ho l’occasione di conoscere un po’ gli amici di Mario, quasi tutti sono ad Ariano solo l’estate e studiano o lavorano l’inverno in altre città. Parliamo di un po’ di tutto ed anche del nostro viaggio durante la cena, che finisce con abbondante vino e grappa. Mi stupisco ed conto che è di soli 15 € a persona, e che comunque viene gentilmente offerto a tutti dall’associazione del Volkscamp. Io e Niso vorremmo pagare perché ci sentiamo un po’ imbucati, ma non c’è verso.

Tornati al condominio di Mario, Niso che è in modalità “ubriaco e molesto” prova a staccare da un altarino un enorme statua di Padre Pio, farfugliando che la vuole montare sul manubrio della sua bicicletta. Per fortuna io e Mario in due riusciamo a fermarlo ! Vado a dormire pensando se Niso ce la farà a pedalare per oltre 100 Km domani dopo la sbornia di questa sera.

Saverio

by admin at August 30, 2010 07:10 PM

August 29, 2010

ZioPRoTo

Da Foggia ad Ariano Irpino, le vere salite a due piani

20 agosto

La nave, in ritardo, ci lascia a Bari alle 8:00. Oggi vogliamo arrivare al paese di Mario, Ariano Irpino, ma da Bari sono forse 150km, un po’ troppi da fare in una sola giornata. Andiamo quindi alla stazione del treno per avvantaggiarci fino a Foggia. Lo scorso anno io e Valerio avevamo già pedalato tra Bari e Foggia, e sapevamo che ci aspettava una strada calda e deserta da attraversare in biciclette, decisamente meglio saltarla con un treno.

Mentre aspettiamo il treno, ripariamo la bici di Mario, era saltato un raggio alla ruota dietro ed aveva preso una forma molto storta. Il treno parte alle 12:30, ci facciamo amico sulla banchina il capo treno, che abbandona gli iniziali dubbi e ci fa montare con il treno sulle bici, anche se il treno che arriva è sprovvisto di vagone biciclette.

Alla stazione di Foggia nemmeno scendiamo dal treno che vediamo partire la coincidenza per Ariano Irpino che avevamo pensato di prendere. Non solo la vediamo partire, ma ci rendiamo conto che si tratta di un treno composto da un solo vagone, nel quale sembra impossibile caricare le biciclette senza smontarle. Per peggiorare ancora la situazione, il treno successivo per Ariano Irpino parte alle 17:00, 3 ore di attesa in stazione.

Stanchi delle attese e dei treni decidiamo di fare la bravata da Foggia ad Ariano Irpino in bicicletta. Sono 60 km, tutti in salita. All’inizio una salita lieve con una media del 2% sul tavoliere delle puglie, e poi avvicinandosi all’appennino salite impegnative per raggiungere la nostra meta a 800 metri s.l.m.

Il viaggio inizia con parecchio stress. Attraversando Foggia due cretini di 15 anni con i motorino ci mettono in difficoltà, ed uno si prova ad agganciare la bici di Valerio. Lui si incazza ed inizia a corrergli dietro con la bici, ma ovviamente non ha chance di raggiungerlo. Noi ci incazziamo con Valerio perché non ha senso mettersi a correre con le bici dietro ai ragazzini, e quindi pedaliamo un po’ scazzati sotto il sole verso la Campania, una volta trovata la corretta via per uscire dalla città.

Pedaliamo sotto il sole caldissimo del tavoliere delle puglie, sulla statale s.s. 90. Dopo circa 23 km da Foggia bussiamo ad una casa di campagna, dove ci aprono, e riusciamo a prendere dell’acqua. Sono ormai le 16:00 ma fa caldissimo. Ripartiamo e facciamo altri 20 km con lievi salite ed una discesa. Sullo sfondo del paesaggio si iniziano a vedere le montagne dell’irpinia che predominano sul panorama. Poco prima dell’inizio della vera salita facciamo una lunga sosta, dove mangiamo e prendiamo l’acqua necessaria ad affrontare l’ultimo sforzo.

Quando si riparte Valerio corre avanti, e lo rivedremo solo ad Ariano Irpino. Io Niso e Mario procediamo con cautela, attendiamo l’inizio della salita e vogliamo arrivarci con più energie possibile. Dopo un paese del quale non ricordo il nome, ma esattamente QUI, inizia una salita PAZZESCA con pendenze ripidissime ! Niso prova ad usare il rampichino per la prima volta nel viaggio, ma non si trova con il rapporto troppo leggero ed è costretto a scendere e fare dei pezzi a piedi. Qualche km più in la si accorgerà anche di avere la ruota di dietro frenata, a seguito di una caduta in partenza fatta qualche km prima. Per fortuna dopo 2/3 km durissima la salita spiana un poco, e pedale in trance dalla fatica verso Ariano Irpino, mancano circa 15 km alla meta.

Siamo nei pressi di Savignano quando sulla destra nella semi oscurità intravedo i 3 colli di Ariano Irpino costellati dalle luci del paese che brillano. Quando la strada inizia ad essere illuminata troviamo Valerio, che ci aspettava all’inizio delle importanti salite che ci porteranno in paese. Infatti fintanto che si viaggia su strade statali, è difficile trovare pendenze esagerati, al massimo può capitare qualche tratto al 12 o al 14 %. Ma quando si entra dentro un paese come Ariano Irpino, è possibile trovare salite esagerate, praticamente da scalata. Metto la marcia più leggera che ho e mi arrampico su in paese, ma l’ultimo km è così ripido che scendo dalla bici e lo faccio a piedi per paura di cadere. E’ buio, e le macchine in fila in discesa ci applaudono mentre sudiamo pedalando in salita.

Sono le 21:00 quando arriviamo al Volkscamp, il campeggio del festival di Ariano Irpino, gestito da un associazione di amici di Mario. Felici di essere arrivati sani e salvi ad Ariano, ci scoliamo subito della birra, tra gli sguardi sbigottiti di quelli che ci avevano visto arrivare. Il festival attrae un sacco di gente, Niso trova degli amici di Napoli, e io delle persone che abitualmente frequentano il pigneto a Roma.

La salita non è finita, ci manca ancora un km per arrivare a casa del padre di Mario dove andiamo a fare la meritata doccia.

Abbandono tutti i bagagli a casa del padre di Mario, tanto ho solo panni sporchi, ed usciamo di nuovo in bici (ma ora è tutta discesa) per mangiare dal Sig. Michele al ristorante San Domenico. Ordiniamo dei ravioli di ricotta fatti in casa, chiamati Cavajuoli. Sono buonissimi, anche se siamo così stanchi che quasi ci addormentiamo sul tavolo. Da Michele si mangia benissimo, ma fa aspettare un sacco di tempo perché fa la pasta fatta in casa al momento. Forse era meglio ordinare una cosa più veloce.

Dopo la cena riprendiamo la bici e facciamo gli ultimi due km di rilassante discesa fino alla casa dove andiamo a dormire, o meglio svenire dentro il letto, quando l’orologia segna l’una di notte. Incredibile abbiamo fatto veramente tutta quella salita ed ora siamo ad Ariano Irpino !

Saverio

by admin at August 29, 2010 11:02 AM

August 28, 2010

ZioPRoTo

Montenegro

Siamo abbastanza rincoglioniti alla stazione degli autobus, quando rimontiamo le bici per partire verso la città. Facciamo colazione, e scopriamo che in Montenegro la moneta ufficiale è l’euro. Pedaliamo sul lungomare, tra il porto e la passeggiata lungo la spiaggia, cercando Valerio con il quale abbiamo un appuntamento da quelle parti. Alla fine vediamo la sagoma della sua due piani in lontananza e lo raggiungiamo.

Già che siamo al porto ci fermiamo per verificare che sia tutto ok con la nostra prenotazione della nave per il giorno successivo. Poi proseguiamo per la casa dove Valerio è gia accampato da un paio di giorni. La signora Maria, ha una casa che è anche un albergo e campeggio abusivo. Ci prendiamo una stanza da 4 per 50 €. La signora Maria da un po ai nervi dopo i primi 5 minuti, perché continua a parlarci a macchinetta nella sua lingua, anche se noi non capiamo niente. Nel giardino della casa dove nelle notti prima si era accampato Valerio, ci sono un paio di famiglie serbe accampate con le tende, che stanno facendo le vacanze al mare.

Dopo esserci sistemati ed aver fatto una grande doccia, prendiamo le biciclette senza bagagli e ci dirigiamo a vedere la vecchia città di Bar (Stari-Bar) che si trova a circa 6 km dalla nostra casa, un po’ più in alto rispetto alla nuova città. Ci allontaniamo dal mare e saliamo per quasi 3 km prima di scorgere le rovine della vecchia città. Senza bagagli la salita è fattibile, ma il caldo sole di mezzogiorno ci fa arrivare in cima matidi di sudore.

Ci fermiamo al “museo ristorante” di Dragan, uno strano personaggio che Valerio aveva scovato a Stari Bar il giorno prima. Dragan parla un Italiano strampalato, composto al massimo da 40 parole, e cerca di farsi capire alla meglio, anche se spesso le conversazioni con lui sono surreali.

Ci siamo fatti la salita fin lassù proprio per mangiare ad il ristorante di Dragan, quando ci rendiamo conto di non avere soldi contanti con noi perché nessuno ha prelevato.

Tiro fuori il bancomat e lo faccio vedere a Dragan, per fargli capire se lo posso usare per pagare o se mi può indicare il bancomat. Lui dice di no, che a bar vecchia ci sono solo bar e ristoranti. Mi farfuglia qualcosa contenente le parole “figlio” e “motorino” e noi capiamo che vuole far accompagnare uno di noi dal figlio col motorino per prendere i soldi e tornare. Ci sembra una buona soluzione ed accettiamo. Arriva Dino, il figlio col motorino, che si allontana per prendere un casco. Decidiamo che sarò io a fare il viaggio con il motorino. Quando sto per salire sul posto di dietro, Dino mi fa invece capire che sarò io a guidare il motorino da solo fino a Bar, mi mostra come si accende e si spegne e dove si trovano i documenti. Gli altri miei compagni di viaggio se la ridono con facce stupite, ma io che ho portato il motorino una vita, non mi faccio problemi e parto a tutto gas. Che strano ! Il motorino è veramente basso ed io porto da centinaia di km la bici a due piani ! Tra l’altro anche i freni sono paragonabili a quelli della mia bicicletta !!! Per trovare la banca mi tocca guidare quasi fino alla casa dove eravamo accampati, ma alla fine riesco a prelevare i soldi e tornare al ristorante di Dragan.

Dragan ci consiglia la grigliata mista, e noi ci fidiamo cecamente. Dopo la grande abbuffata di carne (che paghiamo solo 30 € per tutti e 4) Dragan ci invita a bere un caffè al tavolo con lui. La conversazione è abbastanza monotematica. Dragan parla solo di donne (che chiama piccioni) e dice solo porcate assurde in italiano. La cosa è abbastanza divertente, specie perché dice porcate sulla sua povera cameriera che gli lancia sempre sguardi di disapprovazione.

Mentre beviamo il caffè torna anche Dino, il figlio di Dragan, che fa un sacco di domande a gesti sulla biciclette. Gli mostro come salire sulla mia bici e lui va a farsi un giro. Sale senza problemi, in quanto Dino è più alto di Valerio (siamo oltre i 2 metri) e quindi con agilità va a farsi un giro del paese. Al suo ritorno è contentissimo, ci spiega che sa anche lui fare le saldature, e quindi Valerio gli spieghi quali sono i passi fondamentali per costruire una bici a due piani.

Diamo il nostro indirizzo email a Dino, e gli diciamo di mandarci le fotografie se riesce veramente a costruire la bici. Devo dire che molta di questa conversazione siamo riusciti a farla perché la cameriera di Dragan, 18 anni, serba, e bona in modo allucinante, parlava bene l’inglese e ad un certo punto per pietà si è messa a fare da traduttrice.

Sono le 17:00 quando lasciamo il ristorante di Dragan. Io mi fiondo a casa a dormire, sono stanchissimo della notte in pulmann. Gli altri, non so con quali energie, vanno all’Internet point e mi raggiungeranno a dormire più tardi.

Mi risveglio nella stanza alle 21:30, con gli altri tutti intorno a me che dormono come ghiri. Provo a svegliare Niso per trascinare il gruppo a cena ma non ci riesco, non c’è verso di svegliarlo perché dorme troppo profondamente. Decido allora di lasciare un biglietto sul mio letto per dire dove sono andato, ed esco da solo con la bicicletta.

Con la bici mi sposto velocemente, e mi rendo conto che Bar consiste solo in un lungomare pedonale di 3 km, che in bicicletta percorro in un lampo. Volevo fare un giro tranquillo, ma non riesco mai a fermarmi più di 5 minuti in un posto, che si crea una folla di gente intorno alla mia bici a fare domande, a chiedere di poter salire e fare fotografie. Mi fermo a parlare un po’ a lungo con un signore italiano, che il giorno dopo incontrerò anche sulla nave per l’Italia. Mi dice che saremmo dovuto andare a Budva invece che a Bar, perché il turismo per i ragazzi si trova li.

Alla fine mi mangio un panino sul lungomare e me ne torno verso casa, stanco dello struscio di bambini e famiglie sul lungomare. Quando entro nella stanza sono le 23:30, e Mario si sveglia. Mi propone di uscire di nuovo ed io accetto. Andiamo nuovamente sul lungomare ma questa volta a piedi. Andiamo a cercare qualcosa da mangiare anche per lui, e poi ci fermiamo al locale più carino, dove c’è una band locale che suona un concertino. Mischiano famosi pezzi in inglese con canzoni rock folk locali. Gli avventori del locale sono tutti del posto, in quanto cantano e ballano con gusto per canzoni locali. Chiedo da bere un “amaro montenegro” e la barista mi fa una faccia stupita, mi chiedo perché ?

Anche quest’ultimo locale si svuota… e sarà circa l’una quando andiamo a dormire (di nuovo).

19 agosto

Ammassiamo i bagagli pronti per la partenza fuori dalla casa, in un angolo del giardino. Andiamo in banca perché Mario ha ancora dei soldi serbi (i dinari) ed è meglio cambiarli qui che in Italia. E’ il nostro ultimo giorno nei balcani, quindi facciamo una ultima scorpacciata di Burek.

La città non offre molto, ma dobbiamo perdere tempo fino alle 22:00 per prendere la nave, e quindi sotto il caldo sole delle 13:00 affrontiamo di nuovo la salita per andare al ristorante di Dragan. Mentre saliamo incrociamo Dino con il motorino, che scende con una canna da pesca sotto il braccio, ci saluta agitando una mano.

Passiamo un oretta da Dragan, io e Mario pensavamo di ordinare normalmente, mentre Valerio e Niso (non so come) avevano capito il giorno prima che Dragan ci aveva invitato proprio a mangiare con lui. Ed in effetti come il ristorante si svuota un po’ ci mettiamo ad una tavola apparecchiata insieme a Dragan e la cameriera, a mangiare il famoso “brodetto di pesce”. Dragan porta anche Valerio in cucina per mostrargli come lo prepara.

Dragan porta a tavola questa enorme pentola con dei pesci tagliati a pezzi dentro ad un brodo. C’è solo un mestolo per servirsi e del pane, si mangia con le mani, senza posate. Per raccogliere il sugo si usa il pane.

Non abbiamo niente in programma, quindi pranziamo con calma e ci attardiamo con Dragan. Nel tardo pomeriggio scendiamo alla casa a recuperare i bagagli per imbarcarci per l’Italia.

Sulla nave incontro quell’italiano emigrato all’estero, con il quale avevo già parlato sul lungamare di Bar. Ero sul ponte a prendere appunti per il mio diario, quando è lui a riconoscermi e ci mettiamo seduti a parlare per un po’. Mi dice che non si parla di altro che di noi e le nostre biciclette in tutti i bar e le piazze di Bar!

Senza fare troppo tardi dopo un po’ torno in cabina a dormire, domani siamo in Italia e dobbiamo pedalare !!

Saverio

by admin at August 28, 2010 10:57 AM

Dalla serbia al montenegro

17 agosto

Anche questa mattina mi sveglio alle 8 per colpa del sole e del caldo. Sono a Guca, il posto più a est dove sia mai stato in tutta la vita, e so che oggi mi tocca iniziare il viaggio che mi riporterà verso l’Italia.

Dopo la colazione smontiamo l’accampamento, dopo tre notti passate li in tenda. Carichiamo le bici con tutti i nostri bagagli e ci dirigiamo alla zona francese per i saluti. Gigi vuole provare la bici, e quindi Mario toglie i bagagli dalla sua bici per portarlo in strada a fare la prova. Gigi se la cava bene e dopo un paio di tentativi a vuoto riesce a salire. E’ contentissimo di esserci riuscito ed aver fatto un giro.

I saluti sono sempre tristi ed interminabili. Prendo numeri di telefono ed emails di un po’ di gente, e lascio i miei riferimenti a questi nuovi trampalati amici conosciuti nei balcani. Sono le 12:00 quando finalmente riusciamo a lasciarci alle spalle Guca e metterci in marcia verso Cacak, la città più vicina dove è possibile prendere un pulman verso il Montenegro.

La strada verso cacak ci riserva una brutta sorpresa, una salita di 12 km inaspettata, che ci lascia senza fiato. Arriviamo quasi in cima ma l’ultimo km è ripidissimo e lo facciamo a piedi. Mi aspettavo una strada più dolce, che avevo visto arrivando con il camper di Joanne, ma evidentemente la strada che abbiamo scelto verso Cacak è una diversa da quella dell’andata.

Arrivati in cima a questa collina da oltrepassare, vediamo dall’alto la città di Cacak, ed iniziamo una lunga discesa. Ci rechiamo alla stazione degli autobus, e facciamo il biglietto dell’autobus per Bar, che partira’ alle 21:15. Abbiamo un sacco di tempo da perdere in questa città della Serbia.

Ci mettiamo seduti comodi in centro, ad un Pekara che fa anche pasticceria, e ci facciamo l’ultimo pranzo e base di Burek a Baclava. Poi passeggiando per il centro dei tipi ad un bar insistono per offrirci una birra. Uno di questi parla italiano e racconta tutte storie strampalate di ambienti ricchissimi in cui lavorava a Roma e Parigi. Non credo nemmeno ad una parola di tutto quello che racconta.

Mentre stiamo a questo bar a bere una birra, notiamo la ruota anteriore di Niso completamente a terra. Io e Niso la smontiamo per ripararla e ci accorgiamo che manca completamente il para nipple ! Nella fretta della partenza Valerio gli aveva montato la ruota sabotandola, incredibile come ancora non avesse bucato. Osserviamo il foro vicino alla valvola e capiamo che era dovuto al movimento della pompa quando la mattina Niso aveva dato una gonfiata alla gomme. Rimediamo del nastro adesivo al bar, e lo usiamo al posto del para nipple, prima di proseguire con la riparazione della ruota.

Mario e Niso entrano in un supermercato a fare dei panini per il viaggio verso Bar, ed io intrattengo la folla che osserva le bici parcheggiate. Si ferma un tipo simpatico con una bella parlantina, che va a prendere la sua bici per farmela vedere. Ma montato sul manubrio delle corna da MTB in modo da fare una specie di joystick per guidare. Il tipo è simpatico e si fa la foto insieme a me ed alla due piani.

Alla stazione degli autobus smontiamo le bici per caricarle sul bagagliaio. Riesco a far sembrare quasi una Brompton la mia due piani ! :) Prima della partenza faccio anche un grande numero davanti a Niso e Mario ancora increduli. Mi siedo a terra e riesco a togliermi le mutande sudate senza togliere i pantaloni !!!! Niso e Mario si chiedono ancora come ho fatto, ma solo dei veri troglociclisti professionisti possono fare certe cose :)

Il viaggio in pulman è terribile, la strada è sconnessa e piena di buca. Si tratta di una normale strada statale in quanto le autostrade nei balcani sono rarissime. Nonostante il viaggio notturno, ed il mio cuscino fatto apposta per dormire seduti (recuperato dal viaggio in aereo da Montreal) ci si sveglia molto spesso durante il tragitto. Succedono un mare di cose, una signora vicino a noi si sente male e continuerà a vomitare per tutto il viaggio dentro una busta di plastica. La strada sicuramente non aiuta, un mare di curve su una statale strettissima. Facciamo 2 o 3 soste, più l’attraversamento della frontiera dove la polizia sale a bordo per controllare i documenti. Alla fine con un bel po’ di ritardo arriviamo alla stazione dei pulman di Bar alle 8 del mattino.

Siamo in Montenegro, ci prepariamo ad affrontare gli ultimi due giorni nei balcani, la sera del 19 abbiamo la nave prenotata per l’Italia.

Saverio

by admin at August 28, 2010 08:46 AM

August 26, 2010

ZioPRoTo

Guca

Sistemate tutte le nostre cosa sul prato campeggio del festival, torniamo al camion delle nostre amiche per organizzarci per la cena.

Sembra che mentre noi eravamo intenti a montare le tende, loro hanno passato il tempo a bere rakia, e le troviamo un po’ brille, o forse anche un po’ piu di brille. Una pasta scotta sta bollendo sui fornelli mentre loro sbevazzano con altri avventori del prato, e da bravi italiano ci fiondiamo a scolare la pasta. Valerio di scoccia della situazione troppo sfasciona e se ne va per fatti suoi. Noi restiamo a mangiare la pasta scotta con un improbabile sugo di pomodoro, inforchettando tutti insieme dal pentolone posto al centro del tappeto sul prato.

E’ in questa occasione che conosciamo Sasha, uno svizzero che parla inglese e francese, che va in giro con una chitarra ed una tromba ed una bottiglia di rakia, cantando e suonando non si sa bene cosa.

Dopo un oretta, finita la pasta, la birra e la rakia… decidiamo di farci un giro per la citta’ di Guca, dato che fino ad ora abbiamo visto solo il prato del parcheggio. Viene in questo tour anche Paoline, che noi subito iniziamo a chiamare tra di noi “il maestro splinter”. La ragazza pesera’ al massimo 50 kg, ed ha dei dreadlocks lunghi ed enormi legati in modo da sembrare proprio il simpatico personaggio delle tartarughe ninja.

Attraversiamo il paesino trascinandoci dietro il maestro splinter che sta fattissima e barcolla. Intorno a noi uno spettacolo di delirio totale. Sono stati in posti allucinanti, come ad esempio Kavos in Grecia, ma il livello di delirio qui non ha paragoni. La vera sagra dello sfascio totale. In ogni angolo gruppi con trombe che suonano nelle orecchie delle persone ubriache. La gente in strada tutta a ballare ad un ritmo frenetico, e si arrampica su ogni cosa. Gente che balla in piedi sulle sedie, sui tavoli… al centro della piazza principale c’è un alta statua con un uomo con una tromba ed i ragazzi serbi ci si arrampicano sopra per farsi le foto. I serbi girano tutti a petto nudo e con tipici cappelletti militari. A terra è un fiume di bicchieri e bottiglie di plastica ormai vuote.

Siamo talmente shockati da quello che ci circonda che non facciamo nemmeno una foto. Capiamo subito che siamo decisamente troppo stanchi e sobri per calarci nell’atmosfera del posto, e quindi decidiamo di tornare verso il parcheggio dal quale siamo venuti.

Durante l’allucinante giro turistico il maestro splinter recupera una sua amica, evidentemente ubriaca il punto di non ritorno, e se la porta con se verso il parcheggio.

Quando arriviamo il camion di Ogretta è chiuso, e le persone che prima erano li a suonare e bere sono tutte scomparse. Il maestro splinter e la sua amica si avvicinano ad una macchina station wagon non molto distante. Sono lontano una 20ina di metri quando vedo un ragazzo uscire dallo sportello posteriore di questa macchina con una velocita’ impressionante e sferrare un colpo all’amica del maestro splinter scaraventadola a terra. Nemmeno una frazione di secondo dopo il splinter si lancia contro questo tipo ed i due cominciano ad azzuffarsi per terra strillando in entrambi in francese. Intuisco con si conoscono. La scena e’ cosi’ veloce che non c’è ne tempo di pensare ne tempo di intervenire… dopo pochi secondi arrivano anche Mario e Niso e splinter torna verso il camion con noi. Le chiedo cosa e’ successo e lei mi dice che quello era un amico loro che aveva sbroccato perche’ non trovava piu’ la fidanzata (la tipa come rimasta a terra si era addormentata come un angioletto). Spiego quello che è successo a Niso e Mario e decidiamo di non impicciarci delle bege di questa strana gente che ci circonda.

La situazione sembra essere tornata normale, e siamo li sul prato a fare compagnia a Splinter, che piagnucola per quello che e’ successo ma tutto sommato sembra stare bene e sembra essere uscita illesa dallo scontro con il suo amico. Passano 5 minuti che a pochi metri da noi succede un altro guaio. Nell’accampamento di certi italiani di fronte a noi due cani iniziano a mordersi ferocemente. Scopriro’ solo parecchio tempo dopo che i due cani sono di una coppia, uno di lui ed uno di lei, in vacanza con un grosso camper. Nel dividere i cani scatta una fuorisa lite tra i due, che sono una coppia di tecnoravers. Lei con degli enormi scarponi sferra calci a destra e sinistra, e tutti i tentativi di dividerli da parte della folla sono inutili. Sia lei che lui colpiscono anche qualsiasi persona che si mette in mezzo e tenta di dividerli, e quindi dopo poco la folla rinuncia a calmare la rissa ma si mette con i popcorn a guardare i due che si scannano.

Si fa tardi e comincia a tornare gente al parcheggio. Torna Ogretta che riapre il camion, e si incazza nel vedere la lite tra i due fidanzatini con nessuno che interviene per difendere la ragazza. Le spieghiamo la storia, ed il fatto che lei è piu violenta di lui, ma non avendo visto la storia dall’inizio non ci crede.

Con le ore tarde della notte la situazione finalmente si rilassa. Sul tappeto steso all’ingresso del Camion mi fermo a parlare in inglese con una ragazza di Belgrado che si chiama Xenia. Lei studia Fisica a Belgrado, finalmente una persona normale in mezzo a quel casino di punk. Mi racconta che è venuta a trovare il cugino Blado, che ho conosciuto poco prima anche io quando ci ha fatto da traduttore con la polizia, un ragazzo di origini serbe che ora vive ad acilia. Xenia vuole fare un viaggio in bici da Belgrado a Cacak, in Serbia, e quindi stiamo un po’ li a parlare di viaggi in bicicletta.

La prima allucinante notte di Guca me ne vado a dormire alle 4 di mattina, con zombie ubriachi che girano urlando per il parcheggio ed ininterrotti squilli di trombe.

15 agosto

Dormo solo 5 ore, poi il caldo mi sveglia. Sono dentro la piccola tenda con Mario e siamo accampati dentro un enorme prato senza nemmeno un albero. Sono le 9 quando apriamo la tenda e tutto intorno a noi ci sta solo nebbia. L’umidità è terribile.

Io e Mario ci andiamo a cercare un bar, per prendere un caffe’ giusto come scusa per usare il bagno. Quando entro al bagno turco di questo bar capisco di trovarmi nel peggior bagno della Serbia, con una fanga a terra che forse risale alla sera prima. Dopo essere uscito dall’ennesima esperienza alla Trainspotting, trovo seduto al nostro tavolo anche Valerio, che ci comunica che partira’ dopo poche ore perché non gli piace questo posto dove siamo. Ci dice che ci rivedremo dopo qualche giorno in Montenegro.

Dopo qualche ora esce il sole, e girando per il paese trovo un altro bar che è organizzato per fare la doccia fredda a 150 dinari, circa un euro e mezzo. Colgo l’occasione per lavarmi, e poi mi dirigo al camion dove nella cucina Niso sta preparando un chilo di pasta e patate.

Dopo pranzo prendo le stoviglie che abbiamo sporcato, e con Mario passo una mezzoretta a fare i piatti all’unica fontana che si trova nel parcheggio. L’operazione e’ complicata e richiede del tempo. Al nostro ritorno troviamo una piccola folla di francesi, in quanto Ogretta ha montato la struttura di trapezio che ha sul tetto del suo camion, e si preparava a dare un po’ di spettacolo.

Il grando show lo fa Sasha che mezzo ubriaco si mette a penzolare a testa in giu dal trapezio ! Tutti i francesi a turno provano a fare la figura base del trapezio che consiste solo nel salire, fare una giravolta e scendere. Di noi prova solo Niso che però per fifa non riesce a completare l’esercizio.

Passiamo un pomeriggio tra rakia, canne, chitarre, fisarmoniche e fanfare che si avvicinano al nostro accampamento e vengono a suonare per soldi. Riesco a liberarmi degli ultimi marchi convertibili dandoli ai musicisti per suonare per noi !

Alle 19:00, dopo ore passate sotto il sole a bere Rakia, me ne vado con Mario e Niso nel paese, e ci prendiamo un mega panino ed una pannocchia alla brace per smaltire un po’ la sbronza. Sta arrivando finalmente la sera ed inizia a rinfrescare.

La notte lascio tutte le mie cose chiuse a chiave nel camion di ogretta e ci lanciamo in citta’ con le nostre amiche francesi a ballare al ritmo della fanfara. Questa volta abbiamo bevuto abbastanza per calarci nell’atmosfera sfasciona del festival, anche se presto la 5 ore di sonno della notte prima iniziano a farsi sentire, richiamando una stanchezza impressionante. Sulla strada del ritorno verso la tenda altri francesi ci invitano ad un tecnorave ad i loro camion in un altra area del parchieggio. Ci faccio un salto per curiosita’, ma l’atmosfera e’ moscia, e quindi alla fine mi ritrovo con Niso e Mario e ce ne andiamo a dormire, scollandoci da jad, un italiano molesto ed ubriacone che si accolla sempre a noi.

16 agosto

Il risveglio è terribile. Dei maledetti Serbi al mattino presto iniziano ad accamparsi accanto a noi. Sono circa le 7 di mattina quando parcheggiano la macchina proprio di fronte alla mia tenda ed accendono lo stereo a palla. Sento la musica mischiata alla voce di Niso che dice di tutto in napoletano. Dopo poco accendono a pochi metri da noi anche un gruppo elettrogeno. A quel punto non posso continuare a dormire, esco dalla tenda e mi allontano giusto di qualche passo per pisciare in mezzo al prato, stordito dal fatto che non si dorme piu’ ormai da 2 notti.

Dopo poco siamo tutti e tre svegli ad osservare sbalorditi la famiglia serba che si è insediata accanto a noi. Stanno costruendo un vero e proprio accampamento, e con un ascia stanno sagomando dei pali di legno per fare un recinto intorno alla loro area, dove piu tardi metteranno ad arrostire un agnello intero sul fuoco.

Ci mettiamo a mangiare qualche biscotto, ed arriva di nuovo Jad, l’italiano accollone che ci sta antipatico. Ridiamo parecchio sotto i baffi perchè ha una mano sfregiata, e noi la sera prima lo avevamo visto perfettamente ubriaco che si impigliava con un filo spinato. Invece lui si mette a raccontare una storia strampalata di lotta di lui contro tre serbi che non si sa cosa volessero da lui.

Quando andiamo a fare colazione in un bar iniziamo una discussione su quando partire, e nessuno di noi è veramente convinto su cosa fare. Decidiamo di partire alle 15.00 per raggiungere Cacak, ma quando andiamo dalle nostre amiche francesi per comunicargli la nostra partenza, loro ci rimangono così male che ci costringono a rimanere un giorno in più. Infatti quella sera pensavano di fare il loro spettacolo da mangiafuoco nel parcheggio per farcelo finalmente vedere.

Ci fermiamo quindi a pranzo con loro, dove mi metto ai fornelli e preparo un kg di pasta alla carbonara, per la quale Sasha mi fai dei grandi complimenti. Dopo il pranzo per perdere tempo vado a lavare i piatti da solo, e questa volta a condividere l’unica fontana con me ci sono degli zingari che si fanno la doccia, rimpiendo delle grandi bottiglie e damigiane d’acqua e svuoltandosele addosso dopo averle fatte riscaldare un poco al sole.

Quando torno alle nostre tende noto che le bici sono un pochino in bilico. Il telo che le copriva aveva fatto da vela con il vento destabilizzando il tutto. Quindi le scopro, tra gli sguardi dei curiosi. Dopo poco arriva un ragazzo austriaco, Joe. Un panzone, tatuato e con capelli rasta. Mi dice che lui viene dalla ciclofficina di Linz (che in inglese chiama Bike Kitchen) e che anche lui costruisce bici a due piani. Mi mostra sul suo corpo i segni delle scottature che si è fatto mentre saldava le biciclette. Ci dice che le bici che costruire non sono da viaggio, ma sono per fare il carosello in arena.

Alla fine andiamo in strada con Joe, e gli facciamo provare la mia bici e quella di Niso. Lo invitiamo alla Ciemmona. Peccato che Valerio non è con noi ma è andato avanti in Montenegro, pensiamo tutti che gli sarebbe piaciuto conoscere questo tipo austriaco.

Visto che ormai avevamo slegato le bici, io e Niso ci facciamo un breve giro intorno alla città, ma capiamo subito che non c’è niente di più di quello che avevamo visto girando a piedi.

Raggiungiamo Mario, che si trova al bar sulla collina dove era andato insieme ad i francesi. Iniziamo a bere ed ubriacarci, fregati dalla birra a buon prezzo, ed io inizio una interminabile conversazione con Vanessa, una francese di 22 anni che mi racconta la sua vita in Camion tra un lavoro stagionale ed un altro.

Al calar del sole torniamo all’accampamento francese, e stappata una nuova bottiglia di rakia, aspettiamo Cloe e Ogretta che stanno preparando lo spettacolo.

Alle 21:00 in punto si raduna una piccola folla sul prato vicino ad il nostro accampamento, ed inizia il loro spettacolo da mangiafuoco: bellissimo ! Dopo lo spettacolo seguono numeri brindisi per celebrare le due artiste, e la situazione diventa alquanto alticcia.

Partiamo in comitiva per la città, con l’idea di sederci ad un ristorante e pagare una fanfara per suonare per noi tutto il tempo. Ma siamo tanti, ubriachi e rincoglioniti, iniziamo a perderci nella folla. Io rimango con Joanne e Charlotte e ci facciamo un giro per tutto il centro cercando il resto del gruppo. Alla fine ci ritroviamo tutti in centro a ballare fanfara in mezzo alle trombe ed alla folla, arrangiandoci per mangiare con un panino.

Una bella ed ultima serata a Guca, alla fine torno alle tende abbracciato a Niso, ubriaco al capolinea, che mi dice di sentire freddo. Mi ricorda un po’ il capodanno a Berlino quando tornavo a casa con Ulf e ci tenevamo abbracciati perché nessuno dei due riusciva a stare in piedi sulla neve. In questo caso la neve non ci stava, ma io e Niso ci eravamo bevuti un bella litrata di rakia per uno ! penso che i serbi che stavano li intorno, vedendoci passare abbracciati, ci hanno scambiato sicuramente per due “ricchioni” (come direbbe quel napoletano di Niso!).

A dormire, domani si parte e si lascia la Serbia.

by admin at August 26, 2010 07:56 PM

August 19, 2010

ZioPRoTo

Da Sarajevo a Guča con le francesi mangiafuoco

Quando mi sveglio scopro che Valerio la notte prima era stato male. Lui non era venuto a bere con noi, ma a quanto pare la grande mangiata lo aveva fregato. Facciamo colazione con i ragazzi bergamaschi che ci avevano lasciato fuori di casa la sera prima e raccogliamo i nostri bagagli per partire. Abbiamo un appuntamento alle 13:00 al Camion delle francesi per partire.

Lascio a casa la guida fotocopiata della Bosnia che ormai non mi serve piu’.

Prima di andare dalle francesi decidiamo di andare ad un Internet point a prenotare una nave da Bar a Bari, visto che gia’ il giorno prima avevamo notato che i posti era scarsi. Quando ci rechiamo a fare la prenotazione capiamo che i passaggi ponte o poltrona sono proprio tutti praticamente finiti da qualsiasi partenza dai balcani verso l’Italia. Non riusciamo quindi a risolvere e partiamo con questo dubbio della nave da prendere che ci da un passeggero malumore. Facciamo un ora di ritardo con le francesi, e ci presentiamo all’appuntamento ancora senza bici. Non e’ chiaro quello che dobbiamo fare, spieghiamo anche a loro la situazione, non sappiamo se imbarcarci in questa avventura per Guca senza sapere quando e come prendere la nave per tornare in Italia.

Alla fine ce ne freghiamo di non avere la nave, ed alle 16 tutti e 4 decidiamo di partire sul camion con le francesi. Carichiamo bici e bagagli e ci infiliamo dietro.

Facciamo al massimo 20 minuti di viaggio, solo per uscire dalla citta’ ed aspettare il fresco per proseguire. Dentro il retro del camion, tra letti e bici, stiamo un po’ stretti e fa un caldo infernale. Venti minuti lunghissimi.

Nella lunga sosta per aspettare il fresco usiamo la cucina del camion per cucinare, e Valerio prepara del riso in bianco per tutti. Lo mangio con gusto anche perche’ nello stress del traghetto e della partenza era da colazione che non mangiavo nulla.

Siamo fermi praticamente su un vialetto che porta ad una casa di campagna, e la ragazza che vive li scende a chiaccherare con noi, parla anche un po’ di Italiano perche’ era venuta a studiare in Italia per un periodo.

Ripartiamo alla volta di Guča alle 18:00. L’obiettivo e’ quello di passare la notte pochi km prima della frontiera con la Serbia. Nel retro del camion viaggiamo clandestinamente, per passare la frontiera dobbiamo quindi smontare tutto e passarla in bicicletta il giorno dopo.

Questa volta il viaggio sara’ piu’ lungo e cerco di sistemarmi in modo piu comodo. Per fortuna non fa piu caldo in modo pazzesco come prima, ma c’e’ lo stesso un pochino di senso di claustrofobia, specie con l’arrivare del buio.

Scopriamo che le francesi non sono molto brave a scegliere le strade, prendono una strada sterrata, e dopo qualche km fermano il camion per aprirci il portellone, vedere se siamo ancora vivi, e dirci che e’ tutto ok. Lo sterrato dura circa un ora, nella quale facciamo poco piu’ di 20 km nel buio totale in quanto non arriva nessuna luce dall’esterno. Stiamo attraversando un bosco, e la strada presenta un sacco di gallerie, sembra quasi una vecchia linea ferroviaria abbandonata. Durante tutto il tragitto incontriamo solo 3 macchine che viaggiano nell’opposto senso di marcia.

Alle 21:00 finisce finalmente la strada sterrata e facciamo una pausa. La strada torna ad essere di asfalto pochi metri piu’ avanti. Ci sta una casa di campagna con un lampione, e compaiono una vecchia e tre uomini increduli che vedono arrivare la bizzarra compagnia accanto al camion con i graffiti dei clown. Gli vado incontro, indossando il cappello da Indiana Jones che mi ha prestato Niso. Quando gli diciamo che andiamo a Guča sembrano annuire, e ci fanno capire che siamo dei pazzi perche’ ci stanno strade molto meglio che portano li ! Scambiamo qualche parole mischiando tutte le lingue che conosciamo, uno degli uomini chiede alla francese quanti anni ha e se e’ sposata, la cosa e’ grottesca e ci scappa una grande risata da parte nostra.

Ripartiamo rapidamente e facciamo un altra ora di strada. Sentiamo da dietro il camion attraversare di nuovo della strada sterrata, questa volta pero’ il tragitto e’ breve, ci stiamo accampando in un posto isolato per la notte.

Quando il camion si ferma e ci aprono il portellone, ci passa subito davanti a gli occhi il cielo stellato.

(Finisco di scrivere un altra volta altrimenti perdo la nave per l’Italia !!!)

Viene steso un tappeto a terra sullo sterrato, e ci sdraiamo a guardare le stelle cadenti, mentre Niso dentro al camion prepara pasta e ceci per tutti. Dopo cena Cloe si arrampica con il sacco a pelo sul tetto del camion, dove passerà la notte. Valerio e Ogretta dormiranno nei due letti dentro al camion, mentre io Niso e Mario ci stendiamo il telo di plastica alle spalle del veicolo, giusto al lato della strada.

Al mattino presto qualche macchina ci passa accanto gustandosi la scena con occhi sbalorditi :)

14 agosto

Non abbiamo niente di solido per colazione, quindi facciamo il caffe’ e mangiamo delle more raccolte dai rovi lungo la strada dove abbiamo dormito. Questa mattina dobbiamo passare il confine con la Serbia. Il controllo è molto duro e non possiamo passare in 6 dentro al Camion. Dobbiamo quindi pedalare per incontrare di nuovo Cloe e Ogretta qualche Km dopo il confine.

Partiamo quindi in bici riprendendo la strada asfaltata. Dopo nemmeno un km che viaggiamo ci ferma la polizia ad un posto di blocco, ma per farsi delle foto con noi e le biciclette !

Dopo 5 km ci fermiamo ad un bar per fare una vera colazione, e troviamo dei motociclisti italiani un po’ attempati con i quali facciamo una chiaccherata. Il bar non ha niente da mangiare e ci dobbiamo accontentare dell’ennesimo caffe’ turco.

Il paesaggio verso la frontiera e’ molto bello, c’è qualche galleria e la strada costeggia una montagna rocciosa con una valle verde al centro. Penso che in fondo alla vallata ci deve essere un fiume o un piccolo ruscello anche se non riesco a scorgerlo dalla strada. Vorrei prendere la telecamera per fare delle riprese, ma visto il traffico l’operazione di sembra troppo rischiosa.

Dopo 10km dal bar della colazione siamo alla frontiera con la Serbia, alla quale arriviamo in contemporanea con il camion delle francesi. Anche loro erano preoccupate per la frontiera, perche’ con la carta verde in scadenza avevano paura che la polizia avrebbe fatto problemi.

Il poliziotto della frontiera mi guarda il passaporto e dice “Francesco Totti!”. Io mi faccio una risata. Poi mi rende i documenti ed afferra la bici. Non capisco se vuole tenerla per aiutarmi a salire o se vuole provare a salire lui. Io a gesti gli faccio capire di stare a guardare, e poi salgo al volo per riscendere pochi metri piu’ avanti. Quando mi giro lui ha una faccia sbalordita. Rende i documenti anche ad i miei compagni di viaggio e ci lascia passare.

Dopo pochi minuti che pedaliamo arriva alle nostre spalle il camion delle nostre amiche, a quanto pare tutto bene anche per loro nell’affrontare la frontiera. Le troviamo che ci aspettano 10km piu’ avanti, ed insieme a loro si sono fermati anche altri camper e camion francesi.

Per la strada Cloe ha incontrato dei suoi amici della normadia, che stanno andando a come noi a Guca per il festival. E’ una fortuna, perche’ il loro camper è omologato per piu’ persone, ed io e Mario cambiamo vettura per viaggiare più comodamente. Saliamo quindi sul camper di Joanne Charlotte e Kevin.

Ci fermiamo grosso modo all’ora di pranzo all’ultima grande città, Uzice,  prima del paesino di Guca per fare la spesa. Ci troviamo in un grosso supermercato, dove si aggiunge al gruppo un altro paio di camper con dentro degli italiani che sono in viaggio verso la Bulgaria. Sono un po’ fattoni a prima vista e non socializziamo molto con loro.

Io sono senza soldi, e devo prelevare i dinari. Il mio bancomat in Serbia non funziona perche’ non ci sta il circuito maestro, ma per fortuna riesco a ritirare circa 50 euro in dinari con il poste pay.

Dopo la spesa ci dividiamo. Io e Mario partiamo subito con il camper di Joanne per arrivare a Guca, mentre gli altri aspettaranno il fresco per partire dentro al camion, che sotto al sole e’ un vero e proprio forno.

Arrivati a Guca io e Mario non abbiamo molto da fare per sistemarci. Infatti tutte le nostre cose sono sul camion di Ogretta che deve ancora arrivare. L’occasione e’ buona per rompere il ghiaccio con tutti questi nuovi francesi del gruppo di camion al quale ci siamo accollati. Passiamo il pomeriggio su questo immenso prato-parcheggio bevendo birra.

In totale siamo 3 camion ed una quindicina di persone. Parlo a lungo con Gigi, il qualche mi spiega che molti di loro vivono tutto l’anno in questo enormi camper, in quanto fanno dei lavori stagionali ed ogni 2 o 3 mesi cambiano citta’ per andare a lavorare. In autunno a raccogliere l’uva al sud della Francia, in inverno negli impianti di sci, e così via.

Sta per fare buio quando arriva anche il camion di ogretta con dentro Valerio e Niso stremati dal viaggio. Capiremo solo dopo che Ogretta e Cloe hanno fatto la strada sbagliata anche questa volta ed il loro viaggio per Guca è stato molto più lungo del nostro.

Usiamo gli ultimi raggi di luce per montare le tende di fronte ai camion dei francesi, pensando che sia una buona idea rimanere vicini al gruppo di amici che ci siamo fatti. Purtroppo non e’ stata una buona idea, perché dopo circa un ora che ci siamo sistemati arriva una squadra di poliziotti che inizia a far smontare le tende a tutte le persone, noi compresi, che si erano accampate sul prato. Non ci è facile all’inizio capire cosa succede, e cosa c’è che non va, perché ne i poliziotti serbi non parlano ne inglese,ne francese, ne italiano, ne spagnolo e quindi e’ proprio impossibile capire cosa vogliono. Sembra che si lamentino anche del fatto che abbiamo le bici sul prato, incredibile ! Quando mi fanno cadere la bici sopra alla tenda, rischiando di fare un gran pasticcio, capiamo che è meglio letteralmente “togliere le tende”. I francesi sono molto dispiaciuti perchè erano proprio loro che ci avevano consigliato di accamparci accanto a loro.

Arriva Blado, un ragazzo italiano di Acilia con origini slave, conosciuto poco prima. Ci fa da traduttore, e finalmente capiamo che nel parking non e’ possibile mettere la tenda e ci dobbiamo spostare in una zona adibita a campeggio, e che i nostri amici francesi devono tenere tutte le loro cose nel camion senza occupare il prato con gazebi sedie o altro. Chi era stato a Guca negli anni passati sgrana un po’ gli occhi perché sembra che prima il posto fosse piu’ tranquillo.

Valerio e Niso vanno con le bici scariche a fare un giro di ricognizione, per capire dove possiamo andare a passare la notte, mentre io e Mario facciamo la guardia a bici e bagagli. Dopo poco tornando,e scopriamo che una zona di prato recintata a 200 metri è possibile mettere ogni tenda pagando 10€ per tutto il tempo del festival. Diamo quindi 20€ al guardiano e montiamo le nostre due tende in tutta sicurezza.

Finalmente siamo arrivati a Guca e ci siamo sistemati ! :)

Saverio

by admin at August 19, 2010 04:35 PM

Sarajevo

11 Agosto

Ci vogliono 10 ore di sonno, ma poi mi sveglio riposato. Scendo la ripida scala a chiocciola della casa e resto in cucina a fare una lunga colazione a base di caffe’ bosniaco insieme a Kemal, il padrone di casa. Praticamente lui abita in questa casa con la madre, ma le stanze sono in affitto per tutta la stagione turistica. Infatti non ci chiede nemmeno i documenti, ma il pagamento anticipato giorno per giorno per la notte che vogliamo passare da lui.

La mattina facciamo un giro turistico della citta’ a piedi. La parte vecchia e’ una specie di mercato la cui pavimentazione consiste in dei sassi bianchi incastrati a terra con il cemento, una cosa peggiore dei sanpietrini. Ci sono chiese cattoliche e moschee in quanto le due presenze religiose convivono nella grande citta’. Alla fine del giro non vedo niente di cosi’ notevole che mi sento di appuntare sul mio diario di viaggio. Forse questo anche dovuto al fatto che mi aspettavo una citta’ meno “occidentale”, invece andare in giro per Sarajevo o andare in giro a Roma e’ quasi la stessa cosa.

Ci ritroviamo alla fontana della sera prima, dopo che ognuno aveva fatto il suo giro turistico e soddisfatto le sue necessita’ di Internet o altro … e ci dirigiamo tutti a casa per cucinare per la prima volta da quando siamo partiti un piatto di pasta. Abbiamo tutti ingredienti italiani, che Niso come un vero eroe ha portato sulla sua bicicletta per tutto il viaggio.

Dopo l’abbuffata di pranzo ci buttiamo tutti di nuovo a dormire fino alle 17:00. Il caldo torrido del pomeriggio di Sarajevo concilia il sonno!

Nel pomeriggio troviamo una grande pasticceria con un simpatico nome ciclistico “tip-top”. Assaggiamo i dolcetti locali, molto buoni, io ne prendo uno che sa di noci e miele si chiama “baklava” ma non saprei esattamente come si scrive. Mario per pagare in euro il gelato si fa beffare e spende 4 marchi per un gelato, ed io e Niso lo prendiamo un po’ in giro con gusto !

Io mi devo assolutamente comprare una maglietta perche’ non ho niente di pulito, e tutto sta a lavare nella lavatrice di Kemal. Facciamo quindi il lungo giro e finiamo in un grande centro commerciale alle porte del centro (Kemal ci dira’ dopo che e’ molto nuovo ed era stato terminato solo un anno fa). All’interno del centro commerciale troviama addirittura l’Oviesse, che pero’ non e’ come quella in Italia, ma e’ un piccolo negozio di grandi firme. Il centro commerciale mi fa sentire proprio come in Italia, se non fosse per la musica turbo folk all’interno degli ascensori. Risolvo l’emergenza maglietta comprandone una al volo.

Alle 20:00 ci ritroviamo con Valerio alla fontana, e girando per il centro incontriamo Kemal con la sua ragazza. Lui sta mangiando al ristorante dello zio, e cosi’ decidiamo di prendere un tavolo allo stesso ristorante anche noi per assaggiare i Cevapi di Sarajevo. I Cevapi sono delle piccole salsiccie fatte con un macinato di carni miste (non maiale). Li avevamo gia’ mangiati in altri posti durante il viaggio, ma devo dire che quelli di Sarajevo sono i migliori in assoluti, non per niente sono un piatto tipico della citta’.

Dopo cena giriamo per il centro. Troviamo una comitiva di ragazzi italiani che ci avevano fermato con le biciclette la sera prima. Gli chiedo indicazioni per sapere del centro sociale di Sarajevo dove ci avevano detto che si stavano dirigendo la sera prima per una serata, ma purtroppo ci rispondono che la sera prima avevano camminato 30 minuti a piedi per poi trovare questo posto chiuso. Purtroppo non ci sanno indirizzare in nessun posto decisivo per passare la serata cosi’ continuiamo a girare a zonzo, e li lasciamo al tavolino dove loro stavano cenando.

Mario e Valerio se ne tornando a casa, io e Niso continuiamo a girare a zonzo alla ricerca di una situazione per la serata, quando ci imbattiamo nella comitiva dei punk francesi. Ci dicono che stanno andando ad una festa drum and base ad un posto chiamato il “fis club”, ma non sanno esattamente la strada. Sono simpatici ed alcolizzati, e decidiamo di unirci alla comitiva. Non troveremo mai questa fantomatica festa ma andare in giro con i punkbestia francesi e’ veramente divertente. Fermano tutte le persone, turisti e non, e chiedere indicazioni. Sono tranquilli, ma il loro look con lunghi dreadlocks, creste, rasature,  tatuaggi e piercing incute terrore al turista medio che cerca di svignarsela alla svelta facendo finta di non sapere la lingua. Io e Niso ci ammazziamo dalle risate, e ci facciamo 4 chiacchere con ognuno di loro durante il giro. Uno di loro si chiama “Dudu” ed ha in tasca una grossa bottiglia di Rakia, che ogni tanto fa girare per far bere tutti quanti. Mi arriva la bottiglia almeno 2 o 3 volte ed il liquore e’ fortissimo, fa ubriacare rapidamente.

La serata finisce quando ci imbattiamo in un altro gruppo di loro amici, e purtroppo una di queste ragazze era stata scippata. I francesi si dirigono quindi tutti alla polizia per fare la denuncia e per vedere di ritrovare il passaporto della loro amica, mentre i e Niso ci incamminiamo verso casa. Non e’ ancora arrivata la mezzanotte, ma in citta’ la situazione e’ tranquilla perche’ e’ appena iniziato il ramadan.

12 agosto

Una cosa simpatica che si vede andando in giro per Sarajevo sono dei graffiti di un gatto arancione con le ali. Si vedono un po’ ovunque, ce ne sono cosi tanti che mi sono scordato di fare una foto. Sembra che un artista qualche anno fa sia andato a Sarajevo ed abbia rimepito la citta di questi gatti :)

Dopo l’attesa per andare al bagno (oggi le stanze di casa di Kemal sono tutte piene) passata ascoltando Mario che suona il flauto, oggi scendiamo in strada con le biciclette. Ci aspetta una breve pedalata verso l’aereoporto per andare a visitare “Il tunnel”. Si tratta di un passaggio scavato sotto l’aereoporto durante la guerra, negli anni in cui Sarajevo era sotto assedio. Il tunnel serviva per far arrivare viveri alla popolazione e far entrare ed uscire persone dalla citta’.

Il viaggio verso il tunnel risulta essere piu’ lungo di quello che ci aspettavamo, anche perche’ facciamo una strada secondaria e ci perdiamo. Le bici senza bagagli sono leggerissime, ma anche ingovernabili, ancora non ci siamo abituati alla forte differenza di peso tra quando sono cariche e quando sono scariche.

Il tunnel non e’ gran che. Paghiamo 5 marchi per entrare, e ci mostrano un video introduttivo di 20 minuti che avrebbe dovuto spiegarci qualcosa. In realta’ il video non spiega niente, 20 minuti di immagini miste da telegiornali, dove si vedono solo esplosioni e incendi, nemmeno una parola. Qualche frase in lingua locale narrata da una voce di sottofondo e nemmeno una parola in inglese. Alla fine del video ne sappiamo quanto prima. Le uniche scritte in sovraimpressione ci informano sulla lunghezza, altezza e profondita’ del tunnel. Usciti storditi dalla visione del video ce ne andiamo a vedere il tunnel, accessibile ai turisti solo per pochi metri. Da certamente l’idea di quello che doveva essere ai tempi della guerra, ma forse una breve descrizione in inglese ci avrebbe fatto gustare meglio il posto.

Nel pomeriggio torniamo al centro, per pranzare al Pekara, e per collegarci ad Internet per prenotare una nave per il ritorno. Purtroppo risulta tutto prenotato per tornare da Bar a Bari, e quindi iniziamo a farci il problema di come possiamo tornare in Italia ! Un po’ sconsolati e confusi sul da farsi cerchiamo di trovare una soluzione andando a mangiare qualcosa di tip top. Niso mi convince ad assaggiare un succo locale, che la gente del posto ordina in grande quantita’. Il barista ha una grande botte dietro di se e la gente va a farsi riempire le bottiglie. Prendiamo due bicchieri di questa specie di succo di frutta “frizzante” che non si riesce a capire di che frutto e’. Non posso dire che era cattivo, ma nemmeno che mi sia piaciuto, e rimarro’ sempre con il dubbio di cosa ho bevuto. Ovviamente il gestore di tip top non parla una parola di inglese quindi l’unica cosa che posso fare e’ chiedere cosa ho bevuto ad Ariana quando torno a Roma. Alla fine fa caldo, e torniamo a casa a dormire fino alle 19, con il dubbio su come tornare in Italia.

Siamo pronti per uscire di nuovo per il pisolino proprio all’ora di cena. Io Valerio e Mario decidiamo di scalare una delle montagne che circonda la citta’ per trovare il ristorante biban, che ci aveva segnalato Ariana sul suo foglio dei consigli. Niso non ha voglia di mangiare al ristorante e si dirige da solo verso il centro.

Camminiamo in salita per almeno 20 minuti, e chiediamo indicazioni piu’ volte, tra stretti vicoli tra case costruite a terrazze sul terreno ripidissimo. Alla fine siamo altissimi, e diventa quasi campagna, con case che sembrano i garni’ del trentino alto adige. Stiamo per perdere le speranze nel trovare il posto, quando vediamo una casa di legno lontana con scritto con la vernice “biban” e con una freccia. Seguiamo le indicazioni, e poi seguono a terra con la vernice sull’asfalto.

Arrivano da Biban, il ristorante sembra essere sul punto piu’ alto della montagna e sovrasta la citta’. Si vede nettamente tutto il percorso che abbiamo fatto in bici dall’autostrada fino al centro. Ci godiamo il panorama con il tramonto, che presto lascia posto ad una spettacolo di milioni di luci e di campanili di moschee illuminate. E’ il secondo giorno da ramadan e si sente dalla citta’ un coro di milioni di voci che cantano e pregano tutte allo stesso momento dalle varie moschee. Una situazione suggestiva e surreale.

Diversi tavoli sono riservati, ed il posto e’ piccolo e rustico, non c’e’ molto posto. Due ragazzi spagnoli che parlano italiano ci invitano e condividere il tavolo con loro. Uno dei due vive a Sarajevo da tre anni (ecco come erano capitati in quel posto cosi poco turistico) ma embrambi avevano fatto l’erasmus a Roma, e cosi parliamo italiano tutta la serata.

Gli spagnoli mangiano come persone normali, e si spaventano quasi a vederci mangiare come troglociclisti. Mario mangia zuppa e agnello, invece io e Valerio ordiniamo due secondi piatti ciascuno, uno di cevapi ed uno di agnello. Una grandissima abbuffata di carne.

Mentre noi siamo al ristorante Niso gira per l’old town alla ricerca di qualche regalo da portare in Italia. Trova il negozio di Hibrahim, un pazzo artista che ha fatto un pezzo in bicicletta con noi mentre tornavamo dal tunnel verso il centro. Dice di essere un artista famoso di Sarajevo, e Niso ci dice che ha questo negozio al centro detro il quale ci sono uccelli che svolazzano senza fuggire fuori. Tutti e due parlano poco inglese, Hibrahim meno di lui, e cosi Niso lo lascia dicendogli che tornera’ a trovarlo con noi, anche se poi non ci siamo mai piu’ andati.

Con la panza piena ci rotoliamo giu per la discesa per tornare all’old town e recuperare Niso, si sono fatte ormai le 23:00. Insiema Niso alla fontana troviamo anche Cloe ed Ogretta. Sapevamo che erano arrivate a Sarajevo perche’ ci eravamo tenuti in contatto via SMS.

Ci raccontano che prima di incontrare Niso hanno fatto il loro spettacolo di mangiafuoco in piazza, e che alla fine un bambino ha provato a rubare il cappello con i soldi delle offerte prendendolo da terra e correndo via. La polizia gli e’ subito corso dietro ed ha recuperato il mal tolto, ma poi ha invitato le due mangiafuoco e non fare ulteriori spettacoli per motivi di ordine pubblico ! Incredibile da quando siamo a Sarajevo e’ la terza volta che sentiamo di una persona derubata nel giro di 2 giorni.

Incontriamo ancora una volta i punk della sera prima, e le nostre amiche ci parlano anche velocemente in francese, ma questa sera non andiamo con loro alla ricerca della festa che non c’e’. Decidiamo invece di fare i turisti convenzionali, e ci sediamo ad un bar a vedere shottini e shottini di rakia una dopo l’altro ! Troviamo un bel posto, con un tavolo all’aperto sulla strada accanto al quale poggiamo il carrello con gli strumenti da mangiafuoco, e beviamo ammirando le capacita’ “poliglotta” di Niso. Dopo questa serata per tutto il tempo a seguire Niso verra’ sempre chiamato “Il Poliglotta” per tutto il resto del viaggio !

Mario al secondo giro di Rakia molla e se ne va a casa da solo, forse ha ancora paura a bere forte dopo essere stato male pochi giorni fa. Rimaniamo la tavolo solo io ed il poliglotta con le due francesi. Quando ci alziamo per pagare (il conto in assoluto piu’ caro da quando abbiamo attraversato l’adriatico perche’ abbiamo bevuto come spugne) siamo ubriachissimi, ed andiamo al camion delle francesi per vedere dove avevano parcheggiato.

Nella casa Camion delle francesi ci fermiamo a fumare prima di andare a dormire, e Niso si lancia in un discorso in piu’ lingue su gli UFO e l’antropologia, che penso che difficilmente dimentichero’ !!!

Sono le 3 passate quando arriviamo a casa nostra in cima al salitone. Andiamo per aprire la porta e la troviamo chiusa, ovviamente le chiavi le avevamo lasciate a Mario !! merdaaa !!! Niso da buon napoletano ubriaco tenta di scassinare la porta. Io vedo un bottone con il segno della lampadina e lo schiaccio per fare luce. DIN DON, oh no era il campanello ! Sentiamo dei passi, arriva subito Kemal, sveglissimo, per fortuna era appena tornato a casa pure lui e ci ha aperto col sorriso. Ci chiede scusa perche’ la porta di solito e’ sempre aperta come ci aveva detto lui, ma si vede che dei nuovi ospiti che erano arrivati non sapendolo la avevano chiusa.

Siamo stanchi, ubriachi, ma abbiamo passato una fantastica serata. Superato l’ultimo ostacolo della ripidissima scala a chiocciola si va a dormire!

Saverio

by admin at August 19, 2010 04:13 PM

Da Jablanica a Sarajevo

Ci svegliamo alle 8:30 del 9 agosto, ed andiamo a fare colazione sull’unica via centrale di Jablanica. Mi prendo un enorme Burek con la carne, nonostante l’abbuffata della sera prima ho di nuovo fame.

Partiamo da Jablanica alle 11:00, e poco prima di partire incontriamo due ragazzi in bici che viaggiano in senso opposto, arrivano da Sarajevo che e’ la nostra meta ideale di oggi. Pensiamo che devono essere partiti veramente molto presto per essere gia’ alle 11:00 di mattina a Jablanica. Uno di questi due ragazzi secondo me e’ completamente pazzo perche’ viaggia con una MTB biammortizzata con lo zaino in spalla ! Ci dicono che la strada per Sarajevo e’ buona ma non mi fido moltissimo.

Partiamo e l’inizio e’ durissimo, ci sta una forte salita con gallerie, sempre condita da traffico di camion per tutto il tempo. Mario rimane indietro, fatica piu’ di noi perche’ ancora non si e’ ripreso del tutto, e dopo poco ci fermiamo ad aspettarlo.

Dopo soli 25 Km ci fermiamo per una lunga pausa pranzo, su una spiaggia di ciottoli in riva al fiume nella citta’ di Konjic. Io non mangio molto, forse il caldo e forse il kg di agnello della sera prima non mi fanno sentire molta fame. Questo sara’ un errore ma lo capiro’ solo dopo.

Alle 17:00 ci rimettiamo in bicicletta, andiamo tranquilli mentre la strada sale con una dolce salita per circa 7km. Procediamo spediti fino a che non arriva l’inferno. Un netto tornante, dove mi scendo dalla bici per mettere il rampichino, fa da antipasto alla salita piu’ dura che abbiamo affrontato in tutto il viaggio. Una pendenza intorno al 10% per quasi 6 Km, con traffico a folle velocita’ e mezzi pesanti che procedono lentamente in salita. La strada e divisa in 3 corsie, due per la salita ed una per la discesa, in modo da dare spazio alle macchine per superare i camion. Come se non bastasse abbiamo contro in vento fortissimo.

Parto dal tornante e faccio credo 3 km, quando sono costretto a scendere perche’ non riesco piu’ a tenere la bici in equilibrio per quanto sto andando piano con il vento che mi rallenta. Mi giro e mi accorgo che Niso e Mario hanno iniziato a spingere la bici a piedi gia’ molto prima di me, mentre Valerio e’ sparito lontano avanti all’orizzonte gia’ da tempo. Faccio una lunga pausa, e do a Niso e Mario il tempo di raggiungermi. Ci sta una breve discesina, ma ci sta cosi tanto traffico che non me la sento di risalire sulla bici e continuo la salita a piedi. Niso invece monta in sella e si fa un altro pezzetto pedalando. Facciamo una lunga pausa, durante la quale tutti e tre approfittiamo per liberarci di un po’ di “peso” nella natura. Io per paura delle mine antiuomo mi “libero” praticamente a bordo strade tra le risate di Niso e Mario.

Alla fine la salita spiana un po’, facciamo l’ultimo km pedalando e, li dove sembrava finire la salita, incontriamo Valerio. Anche lui ci dice di aver fatto un pezzo a piedi ! Cosa che prima nel viaggio non era mai successa !

Ripartiamo tutti insieme, e la strada sale ancora, pedaliamo lentamente ora che il vento si e’ calmato e la pendenza non e’ piu’ proibitiva come prima. Quel salitone ci ha fatto perdere un sacco di tempo, sono circa le 7 e ci dobbiamo spicciare se vogliamo veramente arrivare a Sarajevo in giornata. Dopo altri 3 km di salita ci sta un cartello “provincia di Sarajevo” che psicologiacamente ci ricarica di energia.

La discesa inizia dentro una lunga galleria, e si scende per 30 Km con pezzi piu’ o meno ripidi fino a Sarajavo. Per fortuna e’ in discesa e pianura, perche’ e’ una corsa contro il tempo in quanto sappiamo che presto tramontera’ il sole.

A meta’ discesa una macchina con unan ragazza di Sarajevo che parla italiano di nome Monela, ci fa accostare per fare delle foto alle bici. Il padre che viaggia con lei e’ un appassionato di bici. Stanno arrivando dall’Italia e sono in viaggio di ritorno verso la loro citta’. Dicono di avere una pensione a Sarajevo, e ci lasciano riferimenti e numero di telefono.

Pedaliamo di corsa, fa praticamente notte ma per fortuna la periferia della citta’ e’ illuminata, anche se facciamo pezzetti di centinaia di metri di strada praticamente illuminata solo dai fari delle macchine che ci sorpassano.

Per fortuna piu’ ci avviciniamo alla citta’ piu’ la strada e’ illuminata… ma poi ci troviamo di fronte ad un altro tipo di problema, da un momento all’altro il paesaggio cambia e ci troviamo a pedalare sopra ad una autostrada !

Pedaliamo incolonnati sulle bici a due piani sull’autostrada, che non ha nemmeno un briciolo di corsia d’emergenza. Facciamo a naso 5 o 6 km e poi la strada si trasforma in un vialone all’americana a 4 corsie e segna l’inizio della periferia della citta’. Tra un senso e l’altro di marcia ci sono le rotaie del tram cittadino. Il centro di Sarajevo sembra non arrivare mai, dopo aver superato 3 o 4 stressanti incroci con semafori in mezzo al traffico ci fermiamo a riposare ad una fermata dell’autobus deserta, dove prendo il telefono e chiamo mamma.

Alla fine ci trascianiamo fino a centro, al quale mancano 6 o 7 km. Niso e’ lentissimo, le sue ginocchia sono a pezzi. Arriviamo al centro della citta’ dove si trova la famosa fontana della quale ancora non ho imparato il nome. Noi rimaniamo li a guardare le bici ed a mangiare Burek, mentre Valerio gira per il centro per trovare la pensione di Monela. Al forno sono rimasti solo 3 Burek, che sbraniamo mentre siamo assaliti dai turisti che ci fanno 1000 domande. Cerchiamo di essere schivi, siamo cosi’ stanchi che non ci va molto di parlare e stare al gioco del turista. I turisti sono per la maggior parte Italiani, ma conosciamo anche un interessante comitiva di Punk francesi, che rivedremo poi spesso nel seguito del viaggio.

Valerio torna dicendo che la pensione di Monela non solo e’ molto cara, ma e’ anche tutto pieno. Proviamo a fare un giro per alberghi anche io e Niso e scopriamo che e’ davvero tutto pieno. Prendo allora il telefono di quel contatto che avevo preso tramite gli spagnoli alle cascate prima di Mostar. Telefono ed il ragazzo di nome Kamil parla perfettamente italiano. Ci viene a prendere alla fontana e ci trova subito una sistemazione vicino al centro (ma sopra una forte salita) per 10 euro a notte.

Quando arriviamo spingendo le biciclette in cima alla salita dove si trova l’appartamento di Kamil e’ mezzanotte passata, scarichiamo le biciclette e crolliamo a letto stanchi come non mai !

Saverio

by admin at August 19, 2010 11:01 AM

August 18, 2010

Ninux.org blog

GSoC 2010 – Database outuput from Freimap

The Google Summer of Code 2010 is going to end.

Also this year, we have participated with a Freifunk project on the Freimap Software.

Freimap is an Open Source visualization and analysis framework for (mostly) mesh networks, such as for example Freifunk.net. It can read many a different data source and display them as different layers in a map. The network can be browsed and queried in real time, and a time bar allows to trace back to past events. Some statistics of the topology and network traffic may also be generated. From the last Google Summer of Code 2009, Service Discovery is a new feature.

The software itself runs in Java, and smoothly at that. It reads data from various sources in the network, a database, a file or from a Live Stream (OLSR Routing Protocol, B.A.T.M.A.N., etc).

This year I’ve added this feature: the ability of Freimap to store all visualized data in a MySQL Database.

HOW IT WORKS

In the current version, Freimap can take data from different datasource:

  1. a file for a simple visualization: js, xml, txt files (static)
  2. a MySQL database (static)
  3. Live stream from an OLSR Daemon (dynamic)

If you want to store Live stream with the new “Database output for Freimap” feature you have to follow 2 simple steps. These steps are been simplified with a wizard that appear when you make a choice in the main GUI page.

Freimap Wizard - 1

The first step is a simple Wizard in which you have to insert some basics information such as:

  1. MySQL Database information: IP/Hostname and port
  2. MySQL Database credentials of an user that have a rw permission
  3. Position of the OLSRd config file
  4. Position of the LatLon.js file of the NameService Plugin
  5. The port of the dotDraw plugin

Freimap Wizard - 2

Freimap Wizard - 3

Once you have entered all the information you can choose a previous “Freimap” Database or to “Create a new Freimap Database”. When you choose a database from a list of available database the application automatically detect if the selected schema contains Freimap data.  This choice read the data from the selected database and continue to store new live data in the same tables. With the second choice you can create a new database. This choice means that you can destroy an old database or you can create a completely new one.

Freimap Wizard - 4

ISSUES AND …TO DO

There is a lot of work to do to improve Freimap Software.

For example, as discussed in the OLSR-Dev Mailing List, there is a needs to make a simple web interface for the config file (now an xml file) in which you can change the base settings of the “Database output for Freimap” feature.

Another thing to do is to find a method to update and generate in a the fastest way a new “layer id” for the recovery of the correct layer when requested.

We have to add the possibility to read and store live data from and in two or more database (also schemas). This can be useful when you want to simulate in the same environment two networks with two different routing protocol (BATMAN and OLSR)

Actually the database information crosses the network in plain text. This means that we have to find a method to encrypt Freimap network data.


You can find more info here: http://wiki.freifunk.net/freimap

Mercurial Repository is here: http://code.google.com/p/freimap/


by pillastefano at August 18, 2010 05:07 PM

August 12, 2010

ZioPRoTo

Da Mostar a Jablanica

Sono le 15 del 9 agosto quando io e Valerio pedaliamo fuori da Mostar sotto il sole caldissimo in direzione Sarajevo. Per fortuna le salite che erano indicate sulla mappa fino a Jablanica non ci sono piu’, una nuova strada con delle gallerie addolcisce le pendenze piu’ dure. Nonostante questo e’ una grande fatica.

La strada e’ dentro una specie di canyon che segue il fiume, ed il vento soffia forte sempre contro di noi, tanto che dobbiamo pedalare anche in discesa. Fa caldo, l’acqua diventa subito calda e la finiamo rapidamente. Alle 17 stiamo pedalando ininterrottamente da 2 ore, ci fermiamo per una breve pausa a 10 km di jablanica.

Ad un certo punto la strada che costeggia il fiume, lo attaversa con un ponte e ci ritroviamo sul lato sinitro. Il sole coperto dalle montagne ci concede finalmente l’ombra. Inizia una sfilata di ristoranti, tra cui zdrava voda, quello consigliatoci da Ariana. I ristoranti sono cosi’ tanti, ed il paesaggio cosi’ verde, che mi pare di stare sulla via dei laghi. Peccato che ci sia molto piu’ traffico, e’ infatti tutto il giorno che soffriamo della compagnia dei mezzi pesanti.

Contatto Niso e Mario con il telefonino, hanno un preso un pullmann, e ci raggiungeranno a Jablanica verso l’ora di cena. Ci dirigiamo quindi verso l’unico hotel del paese, dove prendiamo una grande stanza con 4 letti a stile caserma per 40 euro.

Niso e Mario ancora non del tutto ripresi dalla malattia allo stomaco si buttano a letto senza cena. Io e Valerio torniamo indietro sulla strada statale buia, a 20 minuti a piedi dall’hotel. Mangiamo da Zdrava Voda 1 Kg di Agnello a soli 30 marchi, ma abbiamo cosi’ fame che ci prendiamo anche 5 cevapi ciascuno. Il ristorante e’ fantastico, ci sono degli agnelli interi impalati sopra la brace che girano con un sistema di canali d’acqua e mulini.

 Alla fine della mangiata esagerata il conto totale e’ di soli 33 euro, ma cosa faremo quando torneremo in Italia abituati a questi prezzi ???

Con la panza veramente piena ci rifacciamo la statale a piedi fino all’albergo e andiamo a dormire.

Saverio

by admin at August 12, 2010 02:13 PM

La Sapienza Linux User Group

Il Foglio del Patrocinio della Provincia di Roma e Riepilogo

Patrocini ad ora pervenuti

  • Ministero della Gioventù
  • Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
  • Regione Lazio
  • Provincia di Roma
  • Sapienza Università di Roma
  • Municipio Roma III

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by admin at August 12, 2010 11:13 AM

August 11, 2010

ZioPRoTo

Mostar

Arrivati ad Abrasevic ci mettiamo comodi per aspettare Haris, il nostro contatto. Nel piazzale ci sono Mario e Lidia, che ci fanno compagnia insieme ad altri ragazzi polacchi di passaggio, una autostoppista canadese e due ragazze francesi con un grande camion da circo. Vado al supermercato e compro quattro litri di birra, che ci scoliamo durante l’attesa. Quando arriva Haris, che e’ un po’ il “Dario Minghetti” di Abrasevic, ci mostra il luogo e ci dice che possiamo dormire sul tetto/terrazza della struttura, tanto fa caldo e non piovera’. Sul tetto che anche una stanza fatta con un prefabbricato, dove ci sta un lavandino ed una doccia. Il bagno al pub del posto al piano di sotto. Buttiamo quindi tutte le nostre cose sul tetto e ci facciamo una doccia.

Dopo esserci velocemente sistemati Mario e Lidia ci portano in un posto non turistico, pieno di gente locale a mangiare Cevapi. Molto buoni, mangiamo in 3 con 12 euro !!! La compagnia di Mario e Livia dopo un po’ ci stufa, e quindi ce li scolliamo per andare da soli a fare un giro all’Old Town. Tutto e’ molto turistico in modo veramente estremo, non ci aspettavamo una cosa del genere. Valerio e Niso osservano il vecchio ponte e fanno considerazione se buttarsi o no il giorno dopo per fare il famoso tuffo. La serata passa con una paio di Rakia, ed alla fine torniamo lentamente a dormire sul tetto di Abrasevic stanchi e brilli !

8 agosto

Per fortuna il posto che ho scelto sul tetto e’ all’ombra, quindi dormo alla grande e mi sveglio alle 9 passate. Oggi non si pedala, ci possiamo rilassare. Passo la mattinata con una grande colazione, un giro su Internet una doccia ed il bucato. Finite le faccende torniamo all’antico ponte di Mostar dove conosciamo uno dei tuffatori, Danir, un rastone col barbone che e’ amico di Haris, e che ci aspettava. Aveva visto le nostre biciclette la sera prima quando era andato a trovare Haris ad Abrasevic.

Danir ci suggerisce di andare a pranzare fuori dall’old town, al ristorante Dado, dove in effetti ci facciamo una grande abbuffata di carne a due lire.

Il pomeriggio vediamo i tuffatori buttarsi dal ponte, un gran bel salto, ma come dice Valerio: non c’e’ poesia. Alla fine questi tuffatori sono un po’ mignotte, raccolgono 25 marchi dalla folla e poi si buttano. Niso e Valerio decidono di non tuffarsi piu’. Dopo aver visto i tuffi ci annoiamo del centro super turistico pieno solo di negozi di souvenir. Torniamo quindi subito ad Abrasevic per riposare, convinti di ripartire gia’ la mattina dopo.

Nel tardo pomeriggio mi fermo a parlare con le due ragazze francesi. Una si chiama Cloe, dell’altra ancora non ho capito il nome. Mi dicono che fanno uno spettacolino che dura 10 minuti, di teatro mangiafuoco. Valerio ci aveva gia’ parlato ed aveva scoperto che la loro destinazione successiva era Guca. Gli chiedo allora se e’ possibile andare da Sarajevo a Guca con loro mettendo la bicicletta dentro al loro Camion. Mi dicono subito di si e ci scambiamo i numeri di telefono. Loro sono bloccate a Mostar perche’ stanno aspettando una lettera dalla Spagna con il rinnovo della carta verde per il loro mezzo, senza la quale non possono passare il confine con la Serbia. Rimaniamo quindi di sentirci al telefono quando noi siamo a Sarajevo per rivedersi li.

Nel pomeriggio passano anche dei ragazzi che fanno musica elettronica, dicono di averci visto arrivare al Mostar con le bici, ed avendo scoperto che eravamo ospiti ad Abrasevic sono passati a conoscerci.

Le ragazze francesi indossano i loro costumi di scena per andare a fare lo spettacolino all’old town a Mostar, ci invitano a seguirle per andare a vedere lo spettacolo ma siamo troppo pigri per muoverci immediatamente, e cosi’ rispondiamo che vedremo lo spettacolo a Guca ;)

Ci stiamo preparando per uscire per la cena quando ci arriva l’imprevisto, Niso e Mario si iniziano a sentire male. Niso ha dolore a lo stomaco mentre Mario sta gia’ direttamente vomitando dentro ad una busta di plastica. Non capiamo come sia possibile perche’ abbiamo mangiato sempre tutti le stesse cose ed io a Valerio stiamo benissimo. Alla fine al motto di “Life is Now” li convinciamo a provare ad uscire un pochino comunque, e cosi prendiamo le biciclette leggerissime scariche dei bagagli e ci dirigiamo verso il ponte di Mostar. L’idea era quella di legare ed abbandonare le bici all’inizio dell old town dove la pavimentazione non permette di pedalare, pero’ veniamo assaliti da una piccola folla di bambini zingari che ci fa passare la voglia di lasciare le bici incustoditi. A questo punto ci trasciniamo le bici fino a sopra il ponte per fare un paio di foto.

Velocemente le condizioni di salute di Mario e Niso precipitano, e se ne vanno a piedi a dormire trascinando le bici. Io e Valerio lasciamo l’old town e ci facciamo un giro in bicicletta di notte. Dopo pochi incroci incontriamo le francesi e smontiamo dalle biciclette. Andiamo a cena con loro, e per andare sul sicuro le portiamo al ristorante di pranzo. Una cena surreale, dove parliamo la prima meta’ del tempo in inglese e la seconda meta’ in spagnolo.

Dopo la seconda grande mangiata di carne dalla giornata, litri di birra e doppia rakia, sulla strada del ritorno Cloe decide di provare la mia bici a due piani. Non vuole imparare la partenza, bensi si arrampica sulla bici ferma accando ad una cassonetto dell’immondizia, e poi l’aiuto a partire accompagnando la bici per i primi metri. Riesce a trovare l’equilibrio ed a pedalare fino ad Abrasevic con Valerio che la segue in bici passo passo temendo il peggio ! Io me la faccio a piedi con l’altra francese, tutti e due perplessi se Cloe ce la potesse fare o no. Alla fine tutti bene, ed anche la discesa dalla bici senza intoppi ! :)

Al ritorno sulla nostra suite tetto troviamo Niso e Valerio che girano come due zombi perche’ non riescono a dormire per il mal di stomaco.

9 agosto

La mattina sfruttiamo subito la nostra nuova amicizia per preparare il caffe’. Infatti il camion delle francesi dentro e’ organizzato come una casa, meglio di un camper, con una vera cucina che ha sia macchina del gas che forno. Prendo quindi la Moca napoletana di Niso ed il caffe’ e vado a fare colazione da loro. Mi aspettavo un punk totale all’interno del Camion invece trovo delle condizione igieniche sanitarie paragonabili a quelle di casa mia al Tuscolo :) Dopo colazione le francesi vanno a farsi una passeggiata in montagna per vedere la citta’ dall’altro, io pensando alle mine antiuomo gentilmente rifiuto e le saluto.

Niso e Mario stanno ancora molto male, non possono pedalare e non sappiamo cosa fare. Per prendere tempo io e Valerio andiamo a farci un ora di Internet ed un ennesimo giro per la citta’ che ormai sappiamo a memoria. Spizzichiamo qualcosa per pranzo con pane e prosciutto di mucca preso al supermercato, e poi alle 15:00 solo io e Valerio decidiamo di partire in bicicletta in direzione Sarajevo.

La nostra tappa per la serata e’ Jablanica, ed abbiamo 5 ore per fare 50 km, ma sicuri di noi, e dopo la giornata di riposo, ci mettiamo in marcia sotto il sole caldissimo. Niso e Mario in qualche modo poi ci raggiungeranno, forse con un treno.

Saverio

by admin at August 11, 2010 10:58 AM

August 09, 2010

Fusoradio blog

INTERVISTA IORI’S EYES MERCOLEDI 12 MAGGIO – IN DIRETTA!



Il 12 maggio IN DIRETTA dalla cabina del FUSOLAB, via Giorgio Pitacco 29, i nostri Banale e Tender Branson hanno intervistato gli


IORI’S EYES



il file audio della trasmissione




[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire
questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 12 maggio

e come WJ "Fusoredazione".

Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",

premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

Gli Iori’s Eyes ossia CLOD (chitarra e voce), e SOFIA (basso, tastiere), sono una delle sorprese di questo 2010.


Li abbiamo scoperti al Mi Ami Ancora dello scorso febbraio, a Milano (a questo link potete trovare anche la breve intervista realizzata in quell’occasione). Ci ha colpito il loro suono, difficilmente catalogabile, molto elegante e riconoscibile, anche se alle spalle hanno un solo EP (rilasciato nel 2009) dal titolo “And everything fits in the yellow whale“, prodotto da Federico Dragogna, chitarrista dei Ministri.

Li abbiamo invitati nella cabina di Fusoradio approfittanto della loro presenza a Roma in occasione del concerto al Dimmi di sì, in via dei Volsci, San Lorenzo. Ci siamo fatti raccontare la loro storia, le influenze, le passioni, il piacere di suonare insieme, le aspettative e i sogni, e tanto altro…vi lasciamo un breve resoconto di Banale sulla trasmissione e il concerto a cui abbiamo assistito in serata.


Metà maggio e un cielo fosco di una primavera in ritardo. Appuntamento in Via Dei Volsci, dove la sera stessa avrebbero suonato gli Iori’s Eyes. Li incontriamo per far loro da guida fino al Fusolab e mai avremmo pensato a Sofia come traghettatrice di un grande furgone bianco.
Sono giovani, belli, pieni di entusiasmo e con un talento che non passa inosservato. Se n’è accorto subito Dragogna dei Ministri, tanto da averli prodotti e guidati in questa avventura sonora.
Sulla scia dei Comaneci, nell’eco dei Blonde Redhead, assorbono ma restituiscono nuove forme vivaci e dalla vena intimista al contempo. Hanno già un tour nel Regno Unito alle spalle e un Ep che merita la posizione di riguardo ottenuta nel panorama alternativo. Quattro tracce incantevoli in un prodotto da collezione per via anche degli undici artisti autori delle illustrazioni.
Vi preghiamo di non perderli di vista.



Ringraziando Clod, Sofia e il loro manager Enrico della Saphary Deluxe, vi invitiamo ad ascoltare l’intervista e a farci sapere cosa ne pensate!


[per maggiori informazioni: http://www.myspace.com/ioriseyes; e per una recensione del loro primo EP, http://www.rockit.it/album/11046/ioris-eyes-and-everything-fits-in-the-yellow-whale-ep]

by Fusoredazione at August 09, 2010 12:33 PM

August 08, 2010

ZioPRoTo

Da Split a Mostar pedalando a due piani

3 agosto

Per andare al centro di Split a fare colazione in bicicletta abbiamo qualche difficolta’. Il centro ha della barriere architettoniche notevoli per noi, in particolare le scale, e gli scivolosi lastroni di marmo bianco della pavimentazione. Prendiamo un grande cappuccino e ci mangiamo i biscotti che ci erano avanzati dal viaggio in nave.

Decidiamo di non rimanere a Split, ma di partire subito prima del gran caldo. Uscendo dalla citta’ troviamo il supermercato LIDL e facciamo la spesa di cibo per i giorni successivi.

Una stretta strada che costeggia la costa ci porta sempre piu’ a sud. Dopo qualche km vediamo una discesa a mare e ci fermiamo per il primo tuffo. Tutta la spiaggia ci guarda quando le nostre strane bici arrivano sul bagnasciuga, vengono abbandonati, e poi dei trogloditi si denudano in mutande e si tuffano come pazzi. Il bagno e’ veramente rinfrescante considerato che da quando siamo partiti non ci eravamo ancora fatti una doccia !

La nostra destinazione di oggi e’ Omis, ci mancano solo una 15ina di km che facciamo rapidamente, e siamo li piu o meno a mezzogiorno. Troviamo il paese in piena attivita’, ci fermiamo dal fornaio ed al mercato e poi andiamo a cercare il campeggio. Ne troviamo uno piu’ piccolo di quello principale del paese, e ci accampiamo li pagando 30 euro in 4.

Nel pomeriggio ci riposiamo, ci laviamo e facciamo anche un grande bucato. Alle 17 siamo tutti pronti per andare a piedi alla scoperta di Omis. Ci ritroviamo in questo paesino di mare, molto simile a Anzio o Nettuno, con un piccolo borgo medioevale, circondato da nuove costruzioni tipiche di un turismo anni 80. Troviamo anche l’Internet point e ci spariamo tutti una rilassante ora di computer.

Il mare ci fa venire fame di pesce, cosi ad un posto abbastanza troglodita per i nostri standard ci facciamo un abbuffata di calamari e pesce fritto. Dopo la cena, considerato che il paese e’ invaso da famigliole e bambini, dediamo di tornare al campeggio a dormire. Non abbiamo nemmeno montato le tende per il caldo. Io dormi proprio a terra insieme a Mario, mentre Niso e Valerio che avevano portato l’amaca dormono a penzoloni tra gli alberi. Lontano si vedono dei lampi, ma rischiamo e ci mettiamo a dormire sperando che non arriva la pioggia !

4 agosto

Partiamo da Omis intorno alle 9. Siamo in forma perche’ ci siamo riposati, ma la costa non e’ affatto piana. Si susseguono salite e discese a picco sul mare, tutta fatica e sudore sotto il sole !

Niso ad un certo momento si vede ricorso a piedi da un signore che lo incita e prova a dargli una lattina di Pepsi ! una scena surreale !

Sono le 13 quando arriviamo a Makarska, ed al nostro ingresso al porto turistico conosciamo altri due viaggiatori in bicicletta. Sono due ragazzi di Belgrado, si chiamano Vladimir e Vuc. Ci chiedono un sacco di cose sulle bici, e noi gli chiediamo un sacco di cose sul percorso dato che loro stanno arrivando da Mostar. Stiamo forse mezz’ora a parlare con loro, alla fine li invitiamo alla Ciemmona e gli lasciamo dei portachiavi fatti con pezzi di bici che Valerio aveva preparato per degli incontri speciali.

Dopo il pranzo al fast food a base di Cevapci (specialita’ l0cale, salsiccette) facciamo una grande dormita in pineta per ripartire alle 17:00 quando il sole e’ meno caldo.

Con il fresco si pedala veloci, ed alla fine della giornata abbiamo fatto quasi un totale di 70km, siamo arrivati a Zaostrog, dove la folla del paese esplode in un applauso collettivo al nostro ingresso sul lungo mare!

Dopo esserci sistemati al campeggio cerchiamo un posto per mangiare. Vorremmo cucinare un grande piatto di pasta usando la spiritiera, ma scopriamo in questi giorni che in Croazia e’ difficilissimo trovare lo spirito e quindi ripighiamo sul fast food. Ci dice anche male, perche’ il posto aveva poca scelta, molte cose sul menu erano finite, e cosi ci mangiamo solo una montagna di cheeseburger.

Anche questa notte, la passiamo a dormire sotto le stelle, tutti senza tenda sdraiati sopra un enorme telo impermeabile che Valerio ha portato per tutti.

5 agosto

Il giorno prima avevamo comprato delle uova, pensando di trovare lo spirito per cucinare. Le infilo quindi tutte nella pentola della spiritiera, e poi vado a bussare ad una roulotte chiedendo se gentilmente ce le potevano bollire con la loro cucina. Parlo a gesti con la signora, che parla una lingua incomprensibile, ma alla fine ci capiamo e la signora gentilmente ci fa bollire le uova con le quali facciamo colazione. Uova e capuccino al bar ! alla grande ! :)

Si pedala per 23 Km fino a Ploce, dove Niso pensava di farsi l’ultimo bagno, e si ritrova invece in una citta’ portuale. Anche qui c’e’ LIDL, quindi facciamo la spesa per il pranzo. Ci allontaniamo un poco dal porto e troviamo una pineta decente, dove Niso riesce a farsi il bagno, e tutti facciamo un pranzo a base di scatolette. Il Leatherman mi salva la vita con il suo potente apriscatole perche’ da LIDL avevamo preso le scatolette di tonno senza linguetta !

La sola cosa che manca in questo posto e’ acqua dolce, ci sono delle docce ma non esce un filo di acqua. Con vari strumenti che abbiamo dietro (pappagalli, pinze) apriamo qualche tombino nella speranza di aprire l’acqua ma alla fine non ci sta niente da fare, quindi razionalizziamo l’acqua che ci siamo portati dietro.

Alle 17 ripartiamo, abbiamo come destinazione le cascate di Kravicha in Bosnia, dobbiamo fare circa 40 km e superare la frontiera. Come usciamo da Ploce iniziano delle salite disumane che ci portano verso l’interno. Le bici sono pesantissime perche’ le abbiamo caricate di tutto per andare ad accamparci alle cascate, e la salita e’ sotto il sole. Non so come arriviamo tutti in cima a questa salita, della quale Mario si fa un bel pezzo a piedi spingendo la bici. Dopo circa 2 ore che abbiamo lasciato Ploce arriviamo alla frontiera.

Qui perdiamo almeno 1 ora di tempo. Non stiamo simpatici al poliziotto della dogana, che ci fa fermare e ci fa scaricare completamente le bici, e ci apre tutti i bagagli e ci controlla ogni singola mutanda e maglietta, alla ricerca di erba o fumo. Ovviamente non trovano niente, quindi si attaccano alle medicine per il ginocchio di Niso ed al tabacco della pipa di Mario. Insomma rompono le scatole, ci fanno perdere tempo, alla fine ci ridanno tutto e ci fanno andare via. Proprio della serie: “guardie di merda” che ci fanno perdere tempo a noi mentre facevano passare senza nemmeno un controllo macchine e camper carichi di ogni cosa e di ogni nazionalita’ !!!

Ripartiamo alle 8 dalla dogana che inizia a fare buio. Pedaliamo velocissimi e per fortuna siamo subito nella periferia del grande centro di Ljubuski, dove la strada e’ illuminata da buoni lampioni. Chiediamo indicazioni per un posto dove dormire, ma e’ dura perche’ in pochi parlano inglese. Valerio vuole accamparsi dove capita, ma noi altri non ce la sentiamo di fare la prima notte in Bosnia in strada, specie dopo la brutta esperienza con la polizia della dogana.

(e’ finito il tempo all’internet point, aggiorno la prossima volta !)

Raggiungiamo il centro della citta’, alla fine una ragazzetta di circa 15 che parla bene inglese ci indica un pub dove affittano camere al piano superiore. Prendiamo due stanzette da due per una cifra complessiva di 60 euro, non troppo male per la situazione di emergenza.

Durante la notte ci svegliamo per il rumore del diluvio e tutti pensiamo: che culo !! abbiamo preso per la prima volta una stanza proprio la notte che ha fatto il diluvio universale !!!

6 agosto

La colazione al bar con sottofondo di musica di Bob Marley ci sorprende. Evidentemente il proprietario ha capito che con soli clienti rastoni la musica commerciale tecno che mette di solito non va bene !

Mancano meno di 100 km a Mostar, quindi rilassati passiamo la mattinata a Ljubuski, passando all’Internet Cafe, alla farmacia per comprare l’alcool per la spiritiera ed al fornaio mangiamo abbondanti burek. Valerio gira per il paese con la due piani portando Mario sul manubrio.

A differenza della Croazia qui non ci sono problemi ad usare gli euro, ed anzi quando non hanno abbastanza resto in marchi convertibili i negozi usando indifferentemente marchi ed euro, anche le monetine ! Come se nel paese ci fossero due valute allo stesso momento !

Verso le 13:00 partiamo alla volta delle cascate di Kravica, vicinissime, solo 7 km, praticamente ci dovevamo arrivare la sera prima non ci fossero stati i problemi alla dogana. Alle cascate facciamo bagni nell’acqua gelida e passiamo una giornata di vero relax.

Niso e Valerio si allontanano con la bici senza bagagli e vanno a fare una spesa di carne per la sera, mentre io e Mario ci cimentiamo a sistemare i nostri dreadlocks con l’uncinetto ed a giocare con le palline circersi. Scopro di essere una frana totale con le palline, e nonostante un ora di allentamento non ottengo grossi risultati :(

Viene un pazzo con dei bambini a chiederci se siamo dei “veri hippy”, e noi lo

La sera il prato pieno di gente sotto le cascate si svuota, rimaniamo solo noi, montiamo le tende ed accendiamo il fuoco. Facciamo una grande mangiata di carne con Cevapi, pollo, salsicce e patate al cartoccio.

Mentre mangiamo arrivano 4 ragazzi spagnoli di Barcellona che cercano un posto per accamparsi. Ci sembrano un po’ impediti, quindi io e Niso ci alziamo e li aiutiamo ad accendere un fuoco. Dopo aver finito di cucinare e mangiare il nostro fuoco e’ quasi spento, quindi ci trasferiamo al fuoco degli spagnoli che hanno un bel fuoco pompato, visto che non gli serviva la brace per cucinare. Ci offrono del vino rosso locale, e stiamo un oretta a parlare con loro. Alla fine ce ne andiamo tutti a dormire rintanati nelle tende che ci proteggono dall’umidita’ delle cascate.

7 agosto

Ci sta una leggera pioggia quando ci svegliamo, ma per fortuna il tempo cambia in fretta e lascia spazio al sole.

Al mattino gli spagnoli ci consigliano un posto per dormire quando andremo a Sarajevo, ci lasciano un biglietto da visita di un posto che affitta appartamenti. Mi lasciano anche delle fotocopie, che sono la guida in inglese della Lonely Planet della Bosnia Hercegovina.

Facciamo il caffe’ con la spiritiera, e poi l’ultimo bagno nell’acqua gelida delle cascate. Valerio si diverte a passare con la due piani sullo stretto ponte pedonale in legno che passa da una parte all’altra del fiume, tra gli sguardi sbalorditi delle poche persone presenti al mattino presto.

Mentre ci stiamo asciugando per andare via arriva il tipo del bar incazzato nero con noi per via del fuoco che hanno fatto i ragazzi spagnoli, secondo lui in un posto dove non si poteva fare. Il tipo e’ fuorioso e ci vuole cacciare dal posto. Niso si incazza ancora di piu’ ed inizia una vera scenata Napoletana/Bosniaca, nella quale si mettono in mezzo anche gli Spagnoli in quanto volevano difenderci. Alla fine della scenata, che io mi sono vissuto divertito in tutta tranquillita’, carichiamo le nostre cose ed andiamo via.

Oggi la strada e’ tranquilla, abbiamo in programma circa 50 km per arrivare a Mostar. Partiamo alle 12:00, facendo una media di 20 Km orari. Prima della torre di Pojiteli ci fermiamo in un piccolo centro a mangiare qualcosa, ed a spedire un email ai ragazzi del centro sociale di Mostar ai quali avevamo gia’ scritto da Roma per chiedere ospitalita’.

Dopo pranzo facciamo altri 10km fino a Pojiteli, ma osserviamo la torre ed il borgo di ottomanico solo dal basso, perche’ ci sono un sacco di scalini e nessuno di noi ha voglia di farsi tutte quelle scale sotto il sole per poi rimettersi a pedalare. Cosi’ in alternativa ci beviamo una Rakia, la grappa locale, e ci rimettiamo a pedalare verso Mostar.

Arrivati a soli 15Km di Mostar viaggiando rapidamente, decidiamo di fare una piccola deviazione per visitare il santuario di Blagaj, una specie di luogo sacro dentro una grotta lungo un fiume. Valerio aveva trovato questo posto su Internet. Ci aspettavamo un posto deserto, un eremo solitario, un fiume silenzioso ed incontaminato. Invece dopo circa 7 km nella campagna piu’ deserta ci ritroviamo in un centro turistico degno di Las Vegas, dove vengono spillati soldi e soldi ai religiosi che vengono a vedere il luogo sacro. Alla fine non ci sta nemmeno molto da vedere, perche’ l’unico modo e’ prendere un biglietto per un giro in barca che risale il fiume dentro questa grotta, ma ci vuole troppo tempo e noi dobbiamo riprendere il viaggio.

Cosi’ dopo la deviazione quasi a vuoto riprendiamo il viaggio verso Mostar in 3, mentre Valerio decide di scalare da solo la montagna dalla base del monastero, e ci raggiungera’ poi pedalando piu’ velocemente alle porte di Mostar.

Arrivati nella citta’ di Mostar la attriversiamo tutta, per raggiungere prima la stazione degli autobus, e poi il centro sociale Abrasevic che si trova dalla parte opposta della citta’ rispetto alla direzione dalla quale siamo arrivati. Alla stazione un ragazzo in bicicletta che coosce il posto, ci porta in bicicletta fino ad Abrasevic, dove pacheggiamo le biciclette nell’ampio piazzale e ci riposiamo bevendo un bottoglione di birra da 2 litri :)

Finalmente siamo arrivati a Mostar !!! :D

by admin at August 08, 2010 08:55 AM

Il viaggio in Nave da Ancona a Split

Il viaggio in nave e’ tranquillissimo. Leghiamo le biciclette nella stiva con delle funi e gli elastici. Prendiamo i nostri bagagli e ci accampiani nel bar. Abbiamo con noi un sacco di cibo, e quindi conquistato un tavolino ci mettiamo a mangiare come fogne spargendo un mare di briciole sulla moquette che ci circonda. Alla fine con grande soddisfazione andiamo a lavare i piatti nel bagno della nave.

Dopo la cena iniziamo a bere Karlovacko, la birra locale, che anche sulla nave tutto dovrebbe costare tanto e’ invece super economica. Mentre stavamo li scolarci lattine di birra arriva una ragazza di un gruppo di francesi che ci porta gli avanzi del loro cibo, del pollo di rosticceria, e noi ci mangiamo anche quello. E’ mezzanotte quando ci buttiamo a terra a dormire, senza nemmeno sacco a pelo o materassino.

La mattina alle 6 la nave arriva a Split, fa caldo ed usciamo sul ponte in maglietta senza sentire alcun freddo. Il controllo dei documenti e’ velocissimo e pedaliamo subito verso il centro alla ricerca di un bar aperto.

Saverio

by admin at August 08, 2010 08:15 AM

August 06, 2010

Fusoradio blog

INTERVISTA QUINTORIGO MERCOLEDI 3 FEBBRAIO



Il 3 febbraio è andata in onda l’intervista realizzata da Donato de Il Sottosuono a Valentino Bianchi dei


QUINTORIGO



il file audio della trasmissione




per chi preferisse il video, questo il link


[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire
questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 3 febbraio

e come WJ "Fusoredazione".

Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",

premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

I Quintorigo sono quattro affiatati musicisti, Valentino Bianchi (sax), Gionata e Andrea Costa (violoncello e violino, rispettivamente) e Stefano Ricci (contrabbasso), ormai insieme da quasi quindici anni (per la discografia completa rimandiamo al loro sito ufficiale).


Nel tempo si sono districati tra rock d’autore, psichedelia e da ultimo persino jazz (“Quintorigo play Mingus“, del 2008, è stato votato come migliore formazione dell’anno dalla rivista Musica Jazz).

Ma quello che ha reso speciale il concerto del 29 gennaio al Circolo degli Artisti è stata la presenza del nuovo cantante, il romano Luca Sapio, che ha sostituito Luisa Cottifogli e Maria Pia De Vito (ospite eccezionale nelle date in cui la band suona Quintorigo play Mingus), che a loro volta avevano sostituito John De Leo, membro originario del gruppo e storica voce.
La tournée, intitolata Le Origini, è stata l’occasione per noi di scoprire il talento di Luca, bravissimo nel confrontarsi con i brani dei primi dischi dei Quintorigo.
Lo attendiamo ora con impazienza all’esordio nel nuovo lavoro del gruppo.

Ringraziando la CartaDaMusica (in particolare Jonathan) e il Circolo degli Artisti, vi invitiamo ad ascoltare l’intervista e a farci sapere cosa ne pensate!


[per maggiori informazioni: http://www.myspace.com/quintorigo e il sito ufficiale, www.quintorigo.com]

by Fusoredazione at August 06, 2010 02:38 PM

August 04, 2010

La Sapienza Linux User Group

Patrocinio Regione Lazio e Provincia di Roma

Comunico a tutti che la Regione Lazio e la Provincia di Roma hanno concesso il patrocinio per l’evento Linux Day Roma.

Qui sotto il fax pervenuto dalla Regione Lazio a breve inseriremo quello della Provincia di Roma.

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by admin at August 04, 2010 06:53 PM

August 03, 2010

ZioPRoTo

Le due piani tagliano la penisola e raggiungono i balcani

Prima che inizio le foto sono qui:

http://www.flickr.com/photos/valerijo/sets/72157624645918836/


E’ il 30 luglio quando verso mezzogiorno ci troviamo alla SNIA per inziare il viaggio.

Siamo io Valerio Mario e Niso. Le bici ancora da finire, equivoci su gli orari, alla fine perdiamo il treno perche’ non siamo pronti ad andare a Termini alle 14.

Non ci sono problemi ! Andiamo in bicicletta a Pescara ! Cambio di programma all’ultimo minuto per dare anche tempo a Gianni che si era fatto male la sera prima di raggiungerci magari dopo qualche giorno.

Imbocchiamo carichi di bagagli la tiburtina, i manubri pesanti ed ingovernabili, ma il conoscere il percorso ci aiuta. Dopo poco pedaliamo decisi alla volta di Tivoli.

La salita di Tivoli per me e’ stata qualcosa di disumano. Non conoscevo ancora bene la bici, il manubrio, i rapporti, arrivo a 500 metri dalla piazza di Tivoli e scendo distrutto. Faccio gli ultimi metri a piedi. Valerio era arrivato su gia’ da un pezzo, mentre Mario e Niso anche loro fanno qualche tratto a piedi distrutti. Le bici sono pesantissime e fa molto caldo.

Non ci siamo per vinti e continuiamo la Tiburtina che sono ormai le 19:00 alla volta di Arsoli. Inizia a fare buio e ci fermiamo vicino alla stazione del treno di San Cosimato. Valerio va a bussare alla porta di alcune case di campagna, e gli abitanti acconsentono a farci montare le tende nel loro giardino, visto che eravamo bloccati dal buio sulla Tiburtina.

Montiamo le tende e bivacchiamo con salame e formaggio calabrese che mi aveva dato mia zia… subito a letto per partire all’alba la mattina dopo.

31 Luglio

Ci svegliamo presto, una signora ci porta delle merendine e del te caldo. Facciamo una prima colazione e prima di ripartire la signora ci da anche un bustone con pomodori e zucchine del suo orto, ci mangeremo per i 3 giorni successivi !

Ci fermiamo a San Cosimato per fare una seconda colazione. La breve salita e’ di nuovo durissima e presto realizzo che devo iniziare ad usare il rampichino, perche’ la guarnitura che ho montanto e’ grandicella, mentre il pacco pignoni non arriva a rapporti molto grandi.

Scoperta la marcia giusta passa finalmente la paura delle salite che era nata a Tivoli, e passiamo i paesi di Arsoli e Carsoli, iniziamo quindi a scalare le montagne dell’Abruzzo.

A Carsoli ci fermiamo per fare la spesa, e conosciamo un simpatico fruttivendolo di Pomigliano D’Arco, che Niso con il suo accento napoletano si fa subito amico, e prendiamo delle pesche buonissime a poco prezzo.

Facciamo una lunga sosta a Carsoli, con un pranzo abbondante e ripartiamo alle 17 per affrontare la vera salita della giornata. Usciti da Carsoli la strada scende lievemente per portarci alla base di una salita di 7 Km, che riesco a fare quasi sempre a routa a Valerio, con il giusto rapporto e la giusta impugnatura del manubrio. Arrivati al paese di Pietrasecca aspetto con Valerio circa 20 minuti Mario e Niso, che arrivavano lentamente uno in bici e l’altro a piedi.

Durante l’attesa si fermano diverse macchine per darci notizie delle due piani disperse, si fermano Carabinieri spaesati che non sapevano che dirci, una signora inglese con la quale avevamo fatto amicizia al supermercato a Carsoli, ed il proprietario del ristorante baffone che ci invita a mangiare da lui (ma non abbiamo mai trovato il ristorante in seguito!!).

Alla fine il gruppo riparte compatto per passare il valico a 960 metri !!!

Ora e’ tutta discesa fino a Tagliacozzo dove ci ospiteranno Andrea e Valeria, assidui frequentatori della Ciclofficina SNIA.

Sono le 20 quando arriviamo a Tagliacozzo, ed Andrea sta tornando da Ancona, e’ in viaggio anche lui. Ci fermiamo quindi alla bancarella di Ivan e Maria, due suoi amici che non hanno problemi ad identificarci viste le bici. Abbiamo troppa fame, non possiamo aspettare, quindi andiamo a mangiare insieme a Valeria al ristorante il Gatto d’Oro, dove mangiamo tantissimo fino quasi a scoppiare !! Dopo cena arriva anche Andrea, ma c’e’ poco da fare, siamo distrutti e a mezzanotte dopo un rapido sguardo al centro di Tagliacozzo andiamo a dormire.

1 Agosto

Ce la prendiamo comoda, perche’ da Andrea siamo sistemati bene. Approfittiamo tutti del bagno e siamo pronti per partire solo alle 13:20, sono ad un sole caldissimo che ci accompagna fino ad Avezzano.

Andrea ci scorta con la sua bici targata SNIA fino all’uscita del paese, e lo salutiamo pedalando incolonnati sulla strada sulle due piani.

Non ci sono particolari pendenze, ma fa caldo, cosi’ all’ombra di qualche albero ci fermiamo per una lunga sosta pranzo finendo quasi tutto il cibo che abbiamo. Sappiamo che tra poco ci aspetta un altra importante salita di questa traversata della penisola, il valico piu’ alto.

Alle 17 circa ripartiamo, senza nemmeno riposare troppo, e dopo non molto inizia la salita che riconosciamo subito perche’ dalla cartina si vedeva chiaramente che i primi due tornanti passavano sotto i viadotti dell’autostrada.

Dopo circa 7 km di salita siamo nel ridente paesino di Collarmele, dove una folla incuriosita ci accoglie stile arrivo del giro d’Italia. Nessuno arriva a piedi, tutti in sella pedalando, segno che tutti iniziano a conoscere meglio la bici e le proprie gambe. Niso scende dalla bici e quasi cade, non riuscendo piu a sostenere il peso della bici con i bagagli.

Ci ricarichiamo di acqua e mangiamo un gelato, sono le 19:00 e dobbiamo fare ancora altri 7km per arrivare a svalicare il passo a Forca Caruso a 1100 metri s.l.m.

La salita e’ dura, ma non troppo pendente. E’ fresco perche’ e’ quasi sera, quindi ce la facciamo tutti e raggiungere senza particolari problemi la vetta. La strada sale con una serie di tornanti che costeggiano il fianco della montagna, e potevo vedere Valerio al tornante avanti al mio, e Niso e Mario che mi seguivano un tornante dietro.

Arrivati in cima con grande soddisfazione facciamo le dovute foto, infiliamo una felpa, e prima che arrivi il buio ci lanciamo giu per la discesa per svariati Km.

Arrivati nei pressi di Molina Terno sta veramente facendo buio, e cerchiamo un posto per montare la tenda nella campagna. Lo troviamo che restano veramente pochi minuti di luce, e ci diamo un gran da fare per montare le tende ed accendere il fuoco. Per fortuna avevamo comprato una di quelle zuppe di farro da mezzo Kg, che cuciniamo con la pentola sopra al fuoco facendo uno zuppone con tutto quello che ci era rimasto. Alla fine viene fuori un bel banchetto e di certo non ci siamo morti di fame :)

2 agosto

La mattina fa freddissimo, e dormiamo fino alle 8 per aspettare che il sole scaldi un po’ l’esterno della tenda. Mentre smontiamo il campo arriva l’agricoltore, che guarda la nostra situazione grottesca veramente stupito. Un po’ era per le bici, un po’ perche’ forse non aveva mai trovato dei troglociclisti a dormire alle porte del suo orto !!

Alle 8:30 circa siamo gia’ in marcia fino a Pescara. Sono 70 Km dal punto dove ci troviamo, prevalentemente in discesa ma anche con qualche salitina fastidiosa. Andiamo veloci perche’ abbiamo una nave da prendere, ed arriviamo a Pescara alle 14,30 circa. Facciamo la spesa da Auchan, e prendiamo al volo un treno alle 16:20 per andare ad Ancona da dove parte la nave.

Come scendiamo dal treno ad Ancona, Mario realizza di aver lasciato il marsupio con soldi, documenti, cellulare e tutto sul treno !!! Oh No !!!! Per fortuna il treno era ancora nella stazione perche’ si trattava del capolinea di quella corsa regionale, e riesce a recuperare il marsupio nel giro di 10 minuti.

Pedaliamo fino al porto e poco dopo le 20 abbiamo gia’ fatto i biglietti e siamo sulla nave.

(tutto scritto al volo da Internet Point senza rileggere, correggo quando torno a RM)

Saverio

by admin at August 03, 2010 05:00 PM

July 30, 2010

Ninux.org blog

GSoC 2010 – IPinUDP generic encapsulation module

The main goal of this project is the development of a Linux 2.6 Kernel module and the relevant user-space tools to set up IP in UDP tunnels between two fixed and mobile end points. The project is a Freifunk-Ninux.org proposal, and is sponsored by the Google Summer of Code program.

IPinUDP encapsulation is a well known encapsulation mechanism mainly used for NAT traversal solutions (e.g.: RFC 3948). Moreover, IP/UDP encapsulation can be envisioned in end-to-end overlays and mobility management solutions. Despite its simplicity, a generic IPinUDP encapsulation Linux Kernel module independent from the IPsec framework is not currently available, and usually this kind of tunneling is realized with user-space tools.

The first task of this project is to create a Kernel module allowing a user to export one or more virtual interfaces so that packets routed through them will be encapsulated within a specific IP/UDP encapsulation header, as for other tunneling approaches based on virtual devices (like IP-IP, IP-GRE, etc..).

The second step will be the extension of the basic functionalities described above to realize a generic IP/UDP encapsulation driver to be used in different context that might require UDP encapsulation, like mobility, multihoming or VPNs approaches based on tunneling. The basic idea is that the IP/UDP tunnels are multiplexed on a single virtual interface, and the proper encapsulation header is retrieved from a “internal forwarding table” configurable from user-space.

As for the current status of the implementation, the first task is almost accomplished, as few details regarding locking are missing. The source code is publicly available at: https://svn.ninux.org/svn/ninuxdeveloping/ipudp. Comments, remarks and any kind of support will be appreciated.

Marco

by marco.bonola at July 30, 2010 10:08 PM

The RadioMate GSOC project

With the RadioMate project we are building a new free software platform for distributed webradios, i.e. webradios in which the WJs can transmit wherever they are (from home, from the site of an event, …). The project is a Freifunk-Ninux.org proposal, and is sponsored by the Google Summer of Code program.

The first webradio that will use the new platform will be Fusoradio, that is an active and distributed webradio headquartered in Rome (at Fusolab), but that currently uses closed-source solutions. Thus the project will not end with the GSOC sponsoring, but will continue growing thanks to the contributions of people that will be actively using RadioMate.

For what concerns the current status of the work, the design of the architecture, of the API and of the database schema have been done, and the code that accesses the database has been completed. I have also studied the liquidsoap language and found a solution to use it in a decentralized fashion, performing some tests.

What is missing, and will be done before the deadline (I am currently working on the project full time) will be to complete the JSON interface, implement the scheduling of the webradio transmissions, and of course, write documentation.

For the source code, more information and updates visit the project’s website: http://radiomate.org

Clauz

by clauz at July 30, 2010 12:56 PM

July 29, 2010

La Sapienza Linux User Group

Primi patrocini per il LinuxDay Roma

Patrocinio del Ministero della Gioventù

Patrocinio del Municipio III del Comune di Roma

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by admin at July 29, 2010 11:49 PM

ZioPRoTo

Troglogiro dei balcani a due piani

DOMANI SI PARTE !!!

Ieri sera sono uscito dalla ciclofficina a SNIA per il primo giro di prova sulla due piani, con il nuovo manubrione da viaggio montato ! Grande costruzione di Valerio, che ha inventato un manubrio fantastico dove posso agganciare le mie borse Ortlieb ! E’ stata dura, diversi giorni passati in ciclofficina per far funzionare tutto, il freno, il cambio etc etc …

Anche quest’anno un estate di troglociclismo. Partiremo domani tutti con biciclette a due piani alla volta dei Balcani. Ci imbarchiamo ad Ancona per arrivare a Spalato ed iniziare a pedalare verso sud.

Troverete aggiornamenti sul viaggio su questo blog :)

Saverio

by admin at July 29, 2010 07:54 PM

July 19, 2010

La Sapienza Linux User Group

LINUX DAY ROMA 2010, call for paper.

Go to English version

La Sapienza Linux Users Group e il Dipartimento di Informatica dell’Università di Roma La Sapienza sono lietidi annunciare l’inizio dei lavori per la decima edizione del Linux Day.
Un compleanno importante per un evento che negli anni ha promosso, diffuso e portato alla conoscenza del grande pubblico la realtà del sistema operativo GNU/Linux, del Software libero e delle libertà digitali.

Per rendere questo anniversario ancora più speciale abbiamo bisogno anche del tuo aiuto.
Se hai voglia di darci una mano mettendo a disposizione la tua professionalità, la tua passione e il tuo entusiasmo, se hai in mente un argomento interessante e vuoi collaborare alla riuscita di questo grande evento, contattaci e invia la tua proposta. Provvederemo a rispondere nel minor tempo possibile.

Insieme renderemo ancora più grande un evento che negli ultimi 10 anni si è dimostrato sempre più rilevante e di interesse pubblico.

Come partecipare.

Per proporre il tuo intervento è sufficiente inviare (entro e non oltre il 20 agosto c.a.) una e-mail a sapienzalug [at] gmail [dot] com con riferimento in oggetto LD10. Indica nome e cognome del/dei relatore/i, e-mail, numero di telefono, breve biografia personale, tittolo dell’itervento e piccolo abstract del contenuto del talk proposto.

I contributi non inerenti mondo GNU/Linux e all’Open Source non saranno presi in alcuna considerazione.

Grazie per il contributo.

Il Presidente Nicolò Risitano
L’ufficio stampa, Paolo CocuRoccia e Silvia Innocenzi
Direttivo e soci LSLUG

by admin at July 19, 2010 02:25 PM

LD10 Roma Call For Papers – English Version

English Version – Vai alla versione in Italiano

La Sapienza Linux Users Group proudly announces the call for papers for the tenth edition of Linux Day.
An important birthdate for an event that promoted, spreaded and brought to a wider public the GNU/Linux Operating System, of Free Software and digital freedom.

To make this anniversary even more special we need your help.
If you want to support us by showing your professional skills, your passion and your  enthusiasm; if you have an interesting topic in mind and you want to cooperate with us for this happening to be remarkable, send us your proposal!
We will contact you as soon as possible!

Together we can make this event the best of the previous 10!

How to submit your proposal.

To propose your participation you just have to send (before the 20th of August 2010) an e-mail to sapienzalug [at] gmail [dot] com with subject “LD10″.
State first name, surname of the speaker/s, e-mail, phone number, a small biography, title of the thing you’re going to propose and a short abstract.

Contributions must be related to GNU/Linux and Open Source world, otherwise we will not consider them.

Thanks for your contributions!

President Nicolò Risitano
Press office, Paolo CocuRoccia and Silvia Innocenzi
Managing board and  LSLUG Associates

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by bjaast at July 19, 2010 02:16 PM

July 17, 2010

Fusoradio blog

SPECIALE L’AQUILA VENERDI 9 LUGLIO



A più di un anno dal terremoto del 6 aprile 2009, e dalla nostra prima intervista sulla questione degli aiuti e della ricostruzione (che trovate a questo link), siamo tornati a parlare dei problemi che stanno affrontando gli abruzzesi che hanno subito le conseguenze del sisma.


Questo il file audio:




[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire
questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 9 luglio

e come WJ "Fusoredazione".

Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",

premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

Venerdì 9 luglio i nostri Tender Branson e Markè hanno condotto una diretta speciale, partendo dalla cronaca della manifestazione tenutasi il 7 luglio a Roma e conclusa con una forte reazione della polizia ai pacifici tentativi degli aquilani di avvicinarsi a Montecitorio, dove si stava discutendo e poi votando una finanziaria in cui erano comprese norme sulla tassazione dei cittadini abruzzesi.

Per primo è intervenuto Alessandro del coordinamento 3e32, rete che ha unito i movimenti spontanei dei cittadini abruzzesi e che continua a funzionare come laboratorio politico di resistenza ai tentativi di sopprimere ogni forma di dissenso e di possibile resistenza alle decisioni prese dal Governo, con l’avallo e la collaborazione della Protezione Civile.

Abbiamo in seconda battuta ascoltato i racconti (a volte divertenti, in altri momenti più seri) di Diego Bianchi, alias Zoro, noto ai più per i suoi video diffusi tramite internet, ma per noi testimone privilegiato della manifestazione, in quanto presente al corteo e da un anno e più in diverse occasioni al fianco dei cittadini abruzzesi.

Sperando di aver fatto un buon servizio in termini di diffusione delle parole e dei pensieri di chi era presente alla manifestazione, e più in generale di espressione della nostra perplessità e critica verso certi modi di attuare decisioni politiche prese senza minimamente considerare le esigenze di chi vive i territori, vi invitiamo caldamente ad ascoltare la trasmissione. Lieti di ricevere e rispondere ai vostri commenti, anche al nostro indirizzo mail redazione@fusoradio.net.

by Fusoredazione at July 17, 2010 02:40 PM

INTERVISTA AI 99 POSSE GIOVEDI 4 FEBBRAIO



Il 4 febbraio è andata in onda l’intervista realizzata da Donato de Il Sottosuono ai


99 POSSE



[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire
questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 4 febbraio

e come WJ "Fusoredazione".

Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",

premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]


il file audio della trasmissione




per chi preferisse il video, questo il link


I 99 posse, dopo i successi degli anni ‘90, erano giunti allo scioglimento nel corso del 2005. Nel luglio 2009 il gruppo si è riunito, e nel corso di questo 2010 è di nuovo in tour.

Abbiamo incontrato Luca Persico (O Zulù – voce), Marco Messina (Kaya Pezz8, campionatore e dubmaster) e Massimo Jovine (JRM, basso) al Rising Love di via delle Conce, locale di recente apertura e di proprietà proprio di Jovine.

Con loro si è parlato delle origini del gruppo, della storia delle proteste e delle occupazioni degli anni ‘90, da quel 22 settembre 1991 in cui partirono dall’Officina 99 di Napoli, fino ai successi (anche commerciali) musicali e alle diverse strade intraprese negli anni 2000 (con l’uscita dal gruppo di Meg, che ha intrapreso la carriera solista).

Con un occhio sempre aperto alle questioni politiche e sociali, e l’orecchio teso a valutare e recepire gli ultimi progressi della musica (specialmente elettronica), non senza muovere delle critiche ai modi di produzione attuali.

Ringraziando i ragazzi e il Rising Love per l’ospitalità, vi auguriamo buon ascolto!


[per maggiori informazioni: http://www.novenove.it/]

by Fusoredazione at July 17, 2010 02:16 PM

July 13, 2010

ZioPRoTo

¡ Banana Tuscolo !

¡ Banana Tuscolo !

Torna la fantastica festa estiva BZZAUZ !!! Questa volta il tema della festa è ¡Banana Tuscolo ! Porta il cocktail più porno dell’estate !

Quindi mi raccomando ! Fate frullare i cervelli e fateci assaggiare il miglior porno cocktail del 2010 !!!

La festa ha le solite particolarità, buona compagnia, ottima musica, ognuno porta qualcosa da bere/mangiare ed una busta di plastica per l’immondizia, pe lasciare TUTTO pulito !!! La festa come sempre è GRATIS e potete portare chi vi pare ! Se volete darci una mano ad organizzare le cose venite un po’ prima, se volete darci una mano a pulire smontare restate fino alla fine ! :)

Vi aspettiamo Sabato 17 Luglio dalle 21:00 fino a tardissima notte in cima al Tuscolo ! Per arrivare ecco la mappa:

Bzzauz !!! Saverio


Visualizza Feste Bzzauz in una mappa di dimensioni maggiori

by admin at July 13, 2010 10:10 AM

July 10, 2010

Fusoradio blog

INTERVISTA A BEATRICE ANTOLINI MERCOLEDI 24 FEBBRAIO



Il 24 febbraio è andata in onda l’intervista realizzata dal nostro Mojo_Pin a


BEATRICE ANTOLINI



il file audio della trasmissione




[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire
questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 24 febbraio

e come WJ "Fusoredazione".

Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",

premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

Beatrice Antolini è una musicista (tastierista), cantante, autrice marchigiana, giunta nel 2008 a pubblicare il secondo album, A due.


Con lei si è parlato per l’appunto dell’ultimo lavoro, delle sue fonti d’ispirazione e delle sue ambizioni di musicista, del modo di vedere e sentire la musica. Di come nel 2006 sia arrivata a pubblicare Big Saloon per la Urtovox, stessa etichetta per cui è uscito il secondo lavoro, e degli ottimi riscontri avuti negli ultimi due anni (ricordiamo tra gli altri una copertina de Il Mucchio Selvaggio e una recensione su Rolling Stones, oltre che il premio come miglior solista al Premio Italiano per la Musica Indipendente – PIMI 2009).

E naturalmente non poteva mancare la domanda sulla compilation Il paese è reale, nella quale era compreso un suo brano, Venetian Hautboy. Pretesto per parlare anche della scena indipendente contemporanea italiana.

Ringraziando Beatrice, la Locusta Booking e il Circolo degli Artisti, vi invitiamo ad ascoltare l’intervista e a farci sapere cosa ne pensate!


[per maggiori informazioni: http://www.myspace.com/beatriceantolini]

by Fusoredazione at July 10, 2010 02:22 PM

INTERVISTA A GIORGIO CANALI MERCOLEDI 20 GENNAIO



Il 20 gennaio è andata in onda l’intervista realizzata dal nostro Mojo_Pin a Giorgio Canali, chitarrista voce e leader dei


ROSSOFUOCO



il file audio della trasmissione




[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 20 gennaio

e come WJ "Fusoredazione".

Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",

premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

I Rossofuoco sono l’ultimo progetto di Giorgio Canali, membro storico dei CCCP e CSI, chitarrista, produttore e probabilmente uno dei più importanti e innovativi rocker italiani degli ultimi 30 anni.


Canali ci ha raccontato la scena indipendente italiana degli ultimi 20 anni, il quinto lavoro dei Rossofuoco ossia Nostra signora della dinamite, la collaborazione con La Tempesta dischi, etichetta per la quale hanno pubblicato il disco e che rappresenta il meglio della scena rock indipendente italiana.

E naturalmente non poteva mancare la domanda su Vasco Brondi, alias Le Luci della centrale elettrica, al cui primo album (Canzoni da spiaggia deturpata) Giorgio Canali ha lavorato, sia come chitarrista che come produttore.

Ringraziando Giorgio Canali, la Locusta Booking e il Circolo degli Artisti, vi invitiamo ad ascoltare l’intervista e a farci sapere cosa ne pensate!


[per maggiori informazioni: http://www.myspace.com/giorgiocanali]

by Fusoredazione at July 10, 2010 11:55 AM

July 08, 2010

Ninux.org blog

Hackmeeting 2010

Lo scorso weekend c’è stato a Roma l’hackmeeting!

Questo che vedete qui, è uno spezzone della trasmissione TRL di MTV, che ha fatto un servizio sull’evento, parlando anche di noi di Ninux.


Noi di Ninux siamo andati tutti insieme con la nostra grande tenda, per esserci tutto il tempo e vivere questo weekend insieme alle altre comunità hacker italiane. Essendo a Roma potevamo anche decidere di tornare a dormire a casa ogni sera, ma non sarebbe stato un vero hackmeeting in questo modo.

Segue il comunicato ufficiale di chiusura dell’hackmeeting:

Domenica 4 luglio si è concluso Hackmeeting, il meeting delle comunità hacker italiane, tenutosi a Roma al Csa la Torre.

*Hackmeeting *è l’incontro annuale delle delle controculture digitali, e di tutti coloro che si pongono in maniera critica e propositiva rispetto all’avanzare delle nuove tecnologie.

I tre giorni che si sono tenuti nella splendida cornice del parco dell’Aniene, hanno presentato un fitto programma di seminari, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo, sono state analizzate le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzare lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali per relegarci nei nostri spazi virtuali dove ci illudiamo al sicuro dalla precarietà reale. Ma soprattutto si è messa in pratica la Hacktitude, ovvero quella capacità di andare oltre le prescrizioni imposte dal commercio, nella tecnologia ma anche in altri campi, e che portano a smontare ogni macchina e ogni gerarchia precostituita, comprese quelle che riguardano aspetti più quotidiani della nostra esistenza. Sono stati presentati nuovi software dunque, ma anche approcci diversi alla produzione di cibo, di vivere il sesso, di curarsi.

Ad Hackmeeting si sono dunque visti nuovi protocolli di identificazione, che superano il concetto di user name e password; un nuovo tipo di crittografia, la crittografia quantistica, e le sue applicazioni; è stata presentata una panoramica sulle tecniche di identificazione e fingerprinting degli utenti in rete, e sulle possibilità di difendersi; sono stati illustrati metodi per aprire i lucchetti, informatici, ma anche fisici, ed è stata fatta una panoramica completa di tutti i metodi controllo che stanno, tra l’altro, mettendo a rischio la libertà della rete. Ma si è anche ragionato con lo scrittore Margareth Killjoy su «Steampunk come Etica di Reality Hacking», vale a dire su come, per sopravvivere alle catastrofi, sia necessario sperimentare. E nel seminario “/Programmare è come narrare?/”,con Stefano Penge e Maurizio Mazzoneschi si è riflettuto sul senso della programmazione, un’attività ritenuta forse a torto tecnica, ripetitiva, fredda, e  priva di un’anima. Nel workshop su estetica audio e video invece si è presentata la superiorità dell’editing basato su una filosofia open.
Infine, visto che la connessione tra approccio ecologico e mondo dell’hacking è sempre più stretta, in un seminario si è spiegato come mappare tutti gli orti di una grande città, non con le mappe di Google, ma con un sistema non proprietario, che permette a tutti di caricare i dati senza necessariamente registrarsi.
Sono solo alcuni esempi: nella tre giorni ai più di 30 seminari ufficiali (http://it.hackmeeting.org/seminari.html#1557) si sono alternate discussioni spontanee.

Hackmeeting si è chiuso con la tradizionale assemblea che riunisce tutti i partecipanti, nel corso della quale, con il metodo del consenso, è stato deciso di proseguire l’anno con incontri di Follow up, dedicati ad approfondire le varie tematiche presentate a Roma, e con un meeting invernale.


Saverio

by ZioPRoTo at July 08, 2010 08:40 AM

July 07, 2010

ZioPRoTo

Giugno è volato !

Mi rendo conto solo ora che il mese di Giugno è letteralmente volato via ! Prima il Battle Of The Mesh, poi il viaggio a Montreal… vari matrimoni… nuovi amici… un sacco di cose da raccontare ! Spero di trovare presto il tempo di montare tutti i video girati a Giugno e scrivere un bel post ora che i ricordi sono ancora belli freschi ! :) A presto ! Per ora questo blog rimane un po’ abbandonato per mancanza di tempo !

Saverio

by admin at July 07, 2010 06:29 PM

July 04, 2010

Fusoradio blog

INTERVISTA AI METROCUBO BLINDATO LUNEDI 7 DICEMBRE



Il 7 dicembre è andata in onda l’intervista realizzata dal nostro Enfant a Brass, uno dei tre membri dei


METROCUBO BLINDATO



il file audio della trasmissione




[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 7 dicembre

e come WJ "Fusoredazione".

Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",

premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

I Metrocubo Blindato si definiscono “una “self made band” del nuovo millennio”: sono tre ragazzi di Roma che vanno sotto il nome di Amaro, Brass e Illgrosso, che dopo 2 album autoprodotti hanno vinto nel 2009 il concorso Pesi Massimi, contest svoltosi presso la storica cornice del Piper, con in palio un contratto discografico con l’etichetta indipendente Antibemusic.
[Per la biografia completa vi rinviamo alla loro pagina ufficiale].


Brass ci ha raccontato la gestazione e le sensazioni che il gruppo ha provato di fronte a questo primo album “ufficiale”, dal titolo Riconosci il suono, inciso con la collaborazione del produttore Squarta, noto soprattutto per essere membro dei Corveleno.

E proprio l’altro membro dei Corveleno, Primo, è il più importante ospite dell’album (featuring nel brano Knock Out).

Ringraziando Brass per la disponibilità e la piacevole chiacchierata che si è concesso con noi, non resta che augurarvi un buon ascolto!


[per maggiori informazioni: http://www.myspace.com/metrocuboblindato ; e il sito ufficiale dei Metrocubo Blindato: http://www.metrocuboblindato.it/ ]

by Fusoredazione at July 04, 2010 03:23 PM

FUSODUB 2.0 GIOVEDI 3 GIUGNO



Nella trentunesima puntata della FUSODUB 2.0, andata in onda Giovedì 3 giugno:


[per scaricare le playlist in formato .mp3, basta seguire questo link,
selezionare come data iniziale il 3 giugno
e come data finale il 4 giugno 2010
e come WJ "Fusodub 2.0".
Nella pagina che si aprirà, cercate la playlist che vi interessa,
spostate il cursore su "scarica",
premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

Gianpy Sound System

(Altamura) – AltaMurgia Style

Selection varia ke va’ dal roots & culture fino al dub digitale.

http://www.myspace.com/gianpysoundsystem

il file audio della puntata:



Youthman Selector

(Torino) – Right Haze Station

Selezioni Roots,Reggae, Dub from Jamaica, Uk e non solo. Dai classici alle sonorità in levare contaminate da piu stili musicali. Bass line from the globe!
ROOTS SELECTION_ROOTS GALORE!!!

Playlist
1) stix dan:zion feeling
2) rod taylor ft.u roy :acting funny
3) Chola:master of your destiny
4) Mo kalamity:keep on fighting
5) ras rudy gad:blak is my story
6) Matthew mcanuff:if you want war…BIG TUINEEEEE
7) Murry man:cool e humble

http://www.myspace.com/youthmanselector

il file audio della puntata:



Zepe

(Lisboa, P) – Roots Label Showcase (II ediz.)

Seconda edizione per le puntate monografiche sulle label che più amiamo

che hanno fatto con i loro musicisti la storia della roots & dub music.

Questo mese puntata speciale: Selection from Inna de Yard cd series!
Our favourite singers in acustic style!

http://www.myspace.com/rootsaddictionsound

il file audio della puntata:




I-tal P

(London, UK) – Rumors of Culture

Un po’ di vintage dub che ormai i grandi sound system non suonano più,

sempre al lavoro per sponsorizzare nuove uscite.

Un po’ di old style che alla fine è da dove tutto deriva ed è partito,

per non dimenticare e diffondere quello che si pensa far parte solo del passato.

Playlist
1 Rob I Pearl – Scorpion (Education Vintage)
2 Gary I Pearl – Scorpion Dub (Education Vintage)
3 Martin Campbell & Hi Tech Roots Dynamics – Tell To The World Dub (Log On)
4 Idren Natural – Sip A Cup (Jah Works)
5 Seventh Sense – Sip A Dub (Jah Works)
6 Jah Shaka – Don’t Give Up (Jah Shaka Music)
7 Jah Shaka – Don’t Give Up Version (Jah Shaka Music)
8 Lexxy – Dem History (Roots Injection)
9 Ras Muffet – Dub (Roots Injection)
10 Twinkle Brothers – Stomp It Out (Reggae On Top)
11 Twinkle Brothers/Barry Isaac – Stomp It Dub 1 (Reggae On Top)

http://harderwisereggaedubdistribution.blogspot.com/

il file audio della puntata:

by Fusoredazione at July 04, 2010 03:06 PM

June 27, 2010

Ninux.org blog

GSoC 2010 – Database output for Freimap

Freimap is a virtualization and visualization software for mesh networks. Currently this software does not have the ability to store information transmitted by individual nodes (data routing, position, connected clients, etc.) so the user cannot have a clear idea of network behavior over the time.

Freimap Start PopUp

After gathering information and needs of various communities in Berlin during the international event WCW2010 we have written the basics for the job of this summer for the Google Summer of Code 2010. With the project “Database output for Freimap” we want to create a plug-in that can store all information and data, not only of individual clients but also of the entire mesh network (SNMP data, syslog data, etc …). In this way Freimap can be used as a veritable tool for troubleshooting and reference. The needs identified during the WCW2010 were:

  • Define of a common node schema: communities have different schemas of nodes (due to the different types of networks used)
  • Possibility to redrawing the map at a given time
  • Ability to find a particular information (eg client connected at a given time)
  • Need to manage the entire network from anywhere in the world with a Web Interface

The new Freimap is organized by level, unlike the previous version (written by Thomas Hirsch). These levels are:

1) Layer Datasource

2) Data Layer

3) Main Layer

The first layer is responsible for collecting data from all DataSources (NameService Plugins, OlsrDataSource, Files, MySqlDataScource, etc …)

The second layer is responsible for organizing and storing data in the database. This level contains all necessary information for the “rebuilding” of the map and then the regeneration of the situation at a given time. In addition to the data passed from the “DataSource Layer” at this level are added some basic information such as timestamps and information on the nodes (translated xy positions on the map, lat / lon, etc. ..)

The third level is responsible of the generation of the GUI from the data of previous levels. The project’s aim is therefore to find a way to store data of the second level, where there are all necessary data for the rebuilding  of the level at the given time.

This first step that must be followed, is surely a definition of a common  node schema. Project already started by the Ljubljana Community with some fundamental results.

Now, only for testing, the structure of the database tables is reduced at:

Node Table:

Database Schema 1

Layer Table:

Database Schema 2

Link Table:

Database Schema 3

After this first design phase, the second part of the program will be dedicated entirely to the coding in which will be defined the procedures for storing data in the database. With the first commit have been implemented the automatic generation of the database structure (local and/or remotely) and the ability to select an existing external/internal database from which to get the information and updates in real time .

Credentials for MySQL Database

Other updates will be announced shortly before the Mid-term evaluations deadline;

Changelog and updates about the development process can be found at: https://code.google.com/p/freimap/

Stefano Pilla

by pillastefano at June 27, 2010 11:29 PM

June 24, 2010

Fusoradio blog

FUSODUB 2.0 GIOVEDI 27 MAGGIO



Nella trentesima puntata della FUSODUB 2.0, andata in onda Giovedì 27 Maggio:


[per scaricare le playlist in formato .mp3, basta seguire questo link,
selezionare come data iniziale il 27 maggio e come data finale il 28 maggio;
come WJ selezionate "Fusodub 2.0".
Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",
premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

Righetto

(Barcelona, E) – Upbeat Mood

Poche parole e tanta musica…in levare.
Soprattutto si toccheranno le sonorità Ska e Rocksteady
della vecchia Jamaica.

il file audio della puntata:



Bucìa

(Roma) – Casa Babylon

Selection varia from dub to eternità: clockwork skinhead.

http://www.myspace.com/labanlieue

il file audio della puntata:



Miniman

(London, UK) – From The Foundation (II ediz.)

Roots & Dub inna UK style.

Le vibes di From the Foundation provengono direttamente dalle botteghe di vinili

di Brixton e dintorni, le ristampe, gli originali, le oldies, le rarities e le new releases,

tutto questo è FromTheFoundation,

un mix di sweet roots sensation and smashing power tunes

a cura di Miniman (outta Roots Addiction Sound).


Playlist

Roots Addiction in session feat. Yucca and Miniman.
Brixton Village Courtyard, Brixton: London (8th of May 2010)

1) The International Herb – Culture – Virgin 1979
2) Why Worry – Israel Vibration – Orthodox 1977
3) Kiss and Run – Tyrone Evans – Black Joy 1982
4) Reggae Rock – Earl 16 – Wambesi 1985
5) Fancy Dress – Dennis Walks – Orbit 1980
6) Fever – Junior Byles – Upsetter 1972
7) Cassandra – Dennis Brown – Laser 1979

http://www.rootsimpulselineup.com

il file audio della puntata:



Mr. Robbadab

(Roma) – Blue Moon

Selezioni dalla collezione di vinili di Mr. Robbadab:
un viaggio cavalcando le vibes nella golden age della roots music…

http://www.myspace.com/dreadlionpub

Playlist
HUGH MUNDELL & AUGUSTUS PABLO Stop Them Jah
CALVIN STUART The Alphabet Song
KING TUBBY The Alphabet Dub
KEN BOOTHE Peace Time
THE IRANIAN STUDENTS Khomeini Skank
CALMAN SCOTT & JAH HUGH Devil in the City

il file audio della puntata:



Mr. Green

(Salento) – Roots Impulse Live: Jahnko Roots Ambassador inna Conscious Island II (agosto 2009):

Ogni mese un estratto di mezzora dalle serate promosse in questa stagione

da Roots Impulse: Rootsman Choice 1-2-3-4-5, Roots On The Rocks e Conscious Island II.

“Ultima selezione tratta da Conscious Island II. Ai controlli Jahnko Roots Ambassador, accompagnato al mic da Natty Milh. Che dire ancora di Jahnko…se ancora non avete ascoltato o scaricato qualcuna delle sue puntate di Fusodub, dopo questa mezzora non potrete farne a meno. .. In attesa di Conscious Island III….

Buon ascolto!

il file audio della puntata:

by Fusoredazione at June 24, 2010 07:32 PM

June 19, 2010

Fusoradio blog

INTERVISTA A NESLI GIOVEDI’ 14 GENNAIO



Il 14 gennaio è andata in onda l’intervista realizzata al Blackout (che ringraziamo), dal nostro Enfant, prima del suo concerto del 9 gennaio a


NESLI



il file audio della trasmissione




[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 14 gennaio

e come WJ "Fusoredazione".

Nella pagina che si aprirà, spostate il cursore su "scarica",

premete il tasto destro e selezionate "salva destinazione con nome".]

Nesli è il nome d’arte di Francesco Tarducci da Senigallia (Ancona), rapper italiano e fratello di Fabri Fibra, attivo già da più di 10 anni.
[Per la biografia vi rinviamo a una ricca pagina di Wikipedia].


Nesli è arrivato al suo quinto album “da grande” (non contando demo e lavori realizzati con altri), dal titolo Fragile (Nesliving volume 2). E Fragile è anche il nome che ha voluto dare al suo Tour, che per la prima volta lo ha portato a esibirsi a Roma.

Proprio in quest’occasione lo abbiamo incontrato al Blackout, locale di via Casilina, e ci siamo fatti raccontare la sua evoluzione, privata e personale prima che pubblica e musicale.
Abbiamo trovato un ragazzo simpatico, disponibile, umile ma soprattutto davvero appassionato di hip hop e di musica. Ci ha parlato del passaggio per la Universal e il ritorno a produzioni indipendenti (Fragile è stato pubblicato dalla Doner Music, etichetta del produttore Fish), della decisione di far uscire due lavori come Nesliving volume 1 e 2, per l’appunto, e più in generale della situazione della scena hip hop italiana.
E tanto altro, ovviamente.
Se dovessimo riassumere tutto in una frase, useremmo la sua “inutile fare brutto, se brutto non sono”. La miglior risposta a certi fenomeni più folcloristici che musicali, la miglior descrizione del suo hip hop.

Non resta che augurarvi un buon ascolto!


[per maggiori informazioni: http://www.myspace.com/neslipark ; e il sito ufficiale di Nesli: http://www.iosononesli.it/ ]

by Fusoredazione at June 19, 2010 04:18 PM

INTERVISTA AI GIARDINI DI MIRO’ MERCOLEDI 13 GENNAIO



Il 13 gennaio è andata in onda l’intervista realizzata al Circolo degli Artisti (che ringraziamo), da Mojo_Pin, prima del loro concerto del 9 gennaio ai


GIARDINI DI MIRO’



il file audio della trasmissione



[per scaricarlo in formato .mp3, basta seguire questo link,

selezionare come data iniziale e finale il 13 gennaio

e come WJ "Fusoredazione".

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Le voci che sentirete nell’intervista sono di Corrado Nuccini (voce e chitarra elettrica) e Yucca Reverberi (voce, chitarra elettrica, live electronics).


I Giardini di Mirò, come potete leggere su Wikipedia, sono un gruppo attivo ormai da 15 anni.

Tra i pionieri del post rock (o come preferite chiamarlo) in Italia, sono arrivati al loro quarto lavoro, ovvero Il Fuoco, sonorizzazione dell’omonimo film muto di Giovanni Pastrone, datato 1915.

Di questo, del loro particolare live, diviso a metà tra i classici del repertorio precendente e la proiezione del film di cui sopra, sonorizzato in presa diretta, ci hanno parlato nell’intervista.
Così come del loro rapporto con la musica e di questa con il cinema; della passione per i vinili; del passaggio dalla Homesleep alla Unhip Records, e più in generale dello stato della media discografia; e più in generale della situazione della musica italiana.

Non resta che augurarvi un buon ascolto!


[per maggiori informazioni: http://www.myspace.com/giardinidimiro ; e il sito ufficiale del gruppo: http://www.giardinidimiro.com/ ]

by Fusoredazione at June 19, 2010 04:01 PM